Continua ad essere dibattuta anche in giurisprudenza la questione, mai sopita, della competenza ad emettere il provvedimento. E’ il Dirigente, in virtù del D.Lgs. n. 267/00, o è il Sindaco, ai sensi del D.Lgs. n. 152/06?

In verità il Consiglio di Stato si è espresso, anche recentemente, sulla questione affermando la competenza del Sindaco, non foss’altro perché il T.U. n. 152/06 è successivo al D.Lgs. n. 267/00 che, come noto, ha fatto attrarre la competenza cd. Gestionale in capo ai Dirigenti, a prescindere dal richiamo della norma.

Segnalo, al riguardo due decisioni del Cons. Stato, sez. V, 11/01/2016, n. 58 e Cons. Stato, sez. V, 11/01/2016, n. 57 che ribadiscono il principio più sopra richiamato.

Il Collegio afferma, infatti, che l’art. 192, comma 3, del D.lgs. n. 152/2006, è una disposizione speciale sopravvenuta rispetto all’art. 107, comma 5, del D.lgs. n. 267/2000, ed attribuisce espressamente al Sindaco la competenza a disporre con ordinanza le operazioni necessarie alla rimozione ed allo smaltimento dei rifiuti previste dal comma 2.

Aggiunge, poi, che la disposizione sopravvenuta prevale sul disposto dell’art. 107, comma 5, del D.lgs. n. 267/2000 (Cons. Stato, V, 29 agosto 2012, n. 4635; id., 12 giugno 2009, n. 3765; id., 10 marzo 2009, n. 1296; id., 25 agosto 2008, n. 4061).

Le due decisioni contengono anche una ulteriore particolarità. Nella decisione n. 57 il provvedimento è stato emesso dal Responsabile dell’Area Vigilanza, mentre nella decisione n. 58, il provvedimento è stato emesso dal Commissario Straordinario del Comune. In entrambi i casi, l’ANAS, ricorrente, ha eccepito l’incompetenza del soggetto che ha emesso l’Ordinanza. Con la conseguenza che il provvedimento del Responsabile Area Vigilanza è stato annullato, mentre quello emesso dal Commissario Straordinario è stato confermato.

In ultimo si segnala la decisione n. 58/2016 anche perché ha dichiarato, ancora una volta, che spetta all’ente proprietario della strada, nel caso di specie, l’ANAS la manutenzione ordinaria e straordinaria del tratto viario.

La ‘gestione’ e la ‘manutenzione’ comportano l’obbligo della s.p.a. ANAS di evitare che sui beni da essa gestiti si accumulino rifiuti: la relativa negligenza di per sé implica la sussistenza di una colpa.

A nulla rileva la qualità di Amministrazione Pubblica per essere esentati dall’essere destinatari del provvedimento in quanto non importa se il proprietario dell’area sia un soggetto pubblico o un soggetto privato.

Anzi, proprio la qualità di soggetto pubblico o di soggetto gestore di un bene della collettività implica che si debba dare esempio del rispetto della legalità (cfr. CEDU, Sez. I, 19 giugno 2001, Zwiewrzynsi c. Polonia, § 73).

Conclude, il Collegio, affermando che ciò è necessario a maggior ragione quando si tratti di realtà locali  caratterizzate dalla perduranza di situazioni emergenziali, dalla assenza diffusa di senso civico delle cittadinanze, da una diffusa omertà e dalla presenza di organizzazioni criminali proprio nel settore del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti: le pubbliche autorità e i soggetti gestori di beni pubblici possono concretamente esigere ed ottenere il rispetto della legalità, solo quando essi stessi ne danno l’esempio, applicando le leggi quando ne sono destinatarie e imponendo la loro applicazione, quando agiscano nell’esercizio dei loro doveri istituzionali.

Non male come richiamo.

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Michele Orlando

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