La piccola, insignificante modifica della punteggiatura rispetto al precedente Ordinanza anti centurioni. Ma allora si può? non modifica però la sostanza della questione.

Anche il Consiglio di Stato, sez. V, 08/09/2017, n. 3669, ha confermato la legittimità della “mitica” c.d. Ordinanza anti-centurioni.

Come noto, il Comune di Roma con l’ordinanza  n. 109/2017 ha disposto il divieto in un’ampia zona, costituente praticamente tutto il Centro storico di Roma, “di qualsiasi attività che prevede la disponibilità di essere ritratto come soggetto di abbigliamento storico, in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro”.

Dopo la decisione di cui al precedente articolo, con la quale è stata rigettata la sospensione cautelare del provvedimento, il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello avverso la decisione del Tar Lazio ritenendo insussistente il fumus boni iuris dell’impugnazione, atteso che il Comune ha basato il provvedimento adottato su esigenze di tutela del patrimonio storico, effettivamente non irragionevolmente valutate e certamente prevalenti rispetto alle esigenze di tutela esposte dai ricorrenti, ancorché di evidente rilevanza;

Per tali motivi ha ritenuto che, allo stato, appare legittima la riedizione dell’ordinanza sindacale sulla base del novellato art. 50 TUEL.

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Michele Orlando

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