La sentenza n°28/2008 del consiglio superiore della magistratura -nella forma massima- recita: “Configura illecito disciplinare la condotta del magistrato, alla guida della propria autovettura, che, dopo essere stato fermato dalle forze dell’ordine in ragione di una infrazione del Codice della Strada, ha tenuto comportamenti irriguardosi ed offensivi nei confronti dei carabinieri intervenuti, definendoli ignoranti e bugiardi nonché vantando amicizie e sottolineando la propria qualifica”.

Per quanto sia dato comprendere del caso di specie, leggendo alcuni passaggi della sentenza resa dalla sezioni unite 17-02-2009, n. 3758, pare che il magistrato in questione: “circolando la sera del (OMISSIS) alla guida della vettura Audi A4 tg. (OMISSIS) per il centro urbano di Napoli, aveva effettuato l’attraversamento di un incrocio malgrado l’impianto semaforico proiettasse luce rossa per i veicoli provenienti dalla sua direzione di marcia: raggiunto da una pattuglia di Carabinieri Motociclisti che lo avevano invitato a fermarsi, il D.S. dapprima si è qualificato dicendo “sono il giudice nonchè Capitano dei Carabinieri D.S., ex comandante della Compagnia Speciale di (OMISSIS)” limitandosi a far intravedere un documento e riprendendo la marcia, quindi, nuovamente raggiunto e nuovamente invitato ad esibire i propri documenti, li ha consegnati iniziando a contestare la fondatezza del rilievo mossogli, evidenziando come non fosse ben visibile la “zebratura” del passaggio pedonale in prossimità dell’incrocio. Poi, all’invito dell’appuntato dei Carabinieri Q.G. di recarsi a visionare il passaggio pedonale, alzando la voce, malgrado la presenza di persone, ha cominciato a profferire nei confronti dell’appuntato le seguenti espressioni offensive: “Lei è un ignorante e come tale è un appuntato dei carabinieri, è un bugiardo, questo è un reato e non sa a cosa sta andando incontro questa sera… conosco il Gen. G. e adesso lo chiamo e se non basta chiamo anche degli onorevoli…”.


Storia di ordinaria stupidità dell’arroganza di chi non sa gestire con onore il proprio ruolo e che, essendo piccolo come uomo si dimostra ancora di minor statura come magistrato (peraltro, non si conosce l’uomo né il magistrato in questione).

Il motivo di questo ripescaggio notiziale è presto spiegato: la sera del 21 Luglio, sulla piazza di Pistoia si esibiva, in concerto a pagamento, Santana.

Piazza colma di persone e biglietti molto cari.

Il pubblico pagante non ha potuto fare a meno di notare che dalle finestre della Procura della Repubblica e del Tribunale (che sono esattamente di fronte al palco), vi fosse un nutrito pubblico affacciato (ne è derivato clamore sulla stampa locale e discussione in consiglio comunale); pubblico non pagante (quello affacciato al palazzo di giustizia dalle 20 alle 24), e non certo presente in ufficio per lavorare fino a tarda ora, atteso che si notavano personaggi protesi all’esterno delle finestre, ad esultare sulle note di “el corazon espinado”, esibendo torso nudo e frenesia inappropriata.

Così, mi è venuto in mente di cercare blando precedente disciplinare passato, per rammentare a tutti, anche ai potenti, che un minimo di stile occorre sempre mantenerlo.

Se penso poi a quanto, talvolta, la Procura di Pistoia è stata inflessibile oltre ogni buon senso, mi punge vaghezza di giocare con il diritto penale…. alle spese di magistrati e dirigenti del ministero della giustizia….

Riflettendoci….. il biglietto del concerto costava circa 60 Euro…. l’aver consentito ad astanti e familiari determinati e determinabili di guardare lo spettacolo gratuitamente integra un ingiusto vantaggio patrimoniale ….. qualche norma che vieta a terzi di frequentare le aule di giustizia durante le ore di chiusura del tribunale pur ci sarà….. insomma, per molto meno, la Procura di Pistoia ha portato avanti l’azione penale… per abuso d’ufficio……. (323 cp) o altro vanesio titolo di reato.

ma non vogliamo tanto, perché sarebbe fantasioso ed ingenuo sperarci;

pretendiamo solo una po’ di contegno;

almeno questo, ci è dovuto!

 

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

(con l’augurio di non dover rimpiangere di aver scritto questa piccola invettiva)

BUONE VACANZE

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