Il Giudice di pace di Cariati con la sentenza  n. 430 del 17 ottobre 2018 ha stabilito che la mancata produzione degli atti in possesso della Pubblica Amministrazione rappresenta un giudizio decisivo che suffraga positivamente le ragioni dell’opponente

IL CASO

Un automobilista proponeva ricorso avverso un verbale elevatogli dalla polizia locale di Cariati lamentando alcune censure di nullità dell’atto opposto e del sotteso verbale di contestazione. Nel caso de quo, la Prefettura di Cosenza non si era costituita in giudizio e il giudicante si era quindi trovato a dover decidere solo sulla base degli atti disponibili.

LA DECISIONE

Il Giudice di pace di Cariati non poteva, per come esposti dal ricorrente, valutare i motivi di ricorso positivamente, con la conseguenza che l’opposizione dell’automobilista è stata accolta e l’ordinanza ingiunzione prefettizia e il verbale di contestazione sono stati annullati. Il Giudice ritiene che se la Prefettura non si costituisce nel giudizio instaurato per l’impugnazione dell’ordinanza ingiunzione che ha chiuso il procedimento amministrativo instaurato per contestare una multa, on può che accogliere le doglianze del ricorrente. Il giudicante, segnatamente , ha ricordato che è l’ente amministrativo che deve dimostrare l’inosservanza, da parte del cittadino, delle disposizioni normative e la conseguente sussistenza degli elementi che hanno determinato la contestazione della violazione. E in tutti i casi come questo in cui l’opponente può dimostrare le proprie eccezioni solo attraverso gli atti in possesso della pubblica amministrazione, come affermato in più occasioni dalla Corte di cassazione, la loro mancata produzione rappresenta un giudizio decisivo che suffraga presuntivamente le ragioni dell’opponente stesso.

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Mimmo Carola

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