Misure di contenimento della peste suina.

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Con Ordinanza del Presidente della Regione Lazio (Proposta n. 17483 del 06/05/2022) sono state disposte le prime misure di regolamentazione per il contenimento della Peste Suina Africana sul territorio della Regione Lazio, ai sensi dell’articolo 32, comma 3 della legge 23 dicembre 1978, n. 833

 

La Peste suina africana è una malattia virale che colpisce maiali e cinghiali.

NON È TRASMISSIBILE AGLI ESSERI UMANI.

Numero verde gratuito della Protezione Civile Regionale per la segnalazione di carcasse rinvenute o cinghiali moribondi: 803.555, attivo H24.

È stata individuata una “zona rossa” dove adottare determinati comportamenti per contrastare la diffusione del virus tra i maiali e i cinghiali.

La “zona rossa” è all’interno del Grande Raccordo Anulare e il perimetro è delimitato dai seguenti confini:

Nord – Nord Ovest: A90 Grande Raccordo Anulare;

Est – Sud Est: Fiume Tevere;

Sud: Circonvallazione Clodia, via Cipro, via di San Tommaso D’Acquino, via Arturo Labriola, via Simone Simoni, via Pietro De Cristofaro, via Baldo Degli Ubaldi;

Sud – Ovest: via di Boccea.

Riguarda anche porzioni del Parco dell’Insugherata, del Parco di Veio, del Parco del Pineto e della Riserva di Monte Mario.

Nella zona rossa è stato disposto:

  • sorveglianza passiva rafforzata da parte degli Enti di gestione dei Parchi e dei Servizi veterinari;
  • campionamento carcasse e cinghiali moribondi a cura dei Servizi veterinari;
  • smaltimento delle carcasse secondo procedure di massima biosicurezza a cura di ASL e Istituto Zooprofilattico Sperimentale;
  • installazione di segnaletica specifica per delimitare le zone coinvolte dai casi di PSA;
  • divieto di alimentazione, avvicinamento e disturbo ai cinghiali; divieto di organizzare eventi e divieto di assembramento, ivi inclusi i pic-nic, all’aperto nelle aree agricole e naturali;
  • la disinfezione delle scarpe all’uscita dalle aree agricole e naturali;
  • la recinzione dei cassonetti dei rifiuti per inibirne l’accesso da parte dei cinghiali;
  • il censimento delle aziende commerciali e familiari che detengono suini e aggiornamento della Banca Dati Nazionale;
  • la verifica della presenza di suini detenuti a scopo non commerciale (pet pigs);
  • il controllo virologico di tutti i suini morti e dei casi sospetti.

 

Con la stessa ordinanza è stata disposta una “zona di attenzione” fuori dalla zona rossa, estesa a tutto il territorio della ASL RM1 a ovest del fiume Tevere.

Nella zona di attenzione viene disposto:

  • la ricerca attiva delle carcasse di suini selvatici a partire dai limiti nord della zona rossa;
  • la chiusura dei varchi di accesso dei Parchi alla zona rossa dal versante nord della stessa;
  • il censimento delle aziende commerciali e familiari che detengono suini e aggiornamento della Banca Dati Nazionale;
  • il divieto di foraggiare maiali e cinghiali e il divieto di attività venatorie all’interno del GRA.

Ulteriori misure per il contrasto della malattia saranno adottate sulla base di quelle stabilite dal Commissario Nazionale alla Peste Suina Africana e dall’Unità di Crisi del Centro Nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali di cui al DPR n. 44 del 28 marzo 2013.

Le misure dell’ordinanza, finalizzate in questa prima fase a contrastare la diffusione del virus della PSA dalla sono finalizzate alla idonea perimetrazione dell’area di circolazione del virus, al fine di delimitare le diverse zone nelle quali condurre, attraverso le misure di cui all’art.  2 dell’Ordinanza del Commissario straordinario alla Peste Suina Africana del 25 marzo 2022, le attività di sorveglianza nei confronti della malattia, di cattura e contenimento dei suini selvatici, per contrastare la diffusione del contagio.

proposta-ordinanza-17483

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