Le proroghe previste per le graduatorie dei concorsi che, in alcuni casi, ha superato i dieci anni, hanno fatto si che il profilo professionale a suo tempo previsto si sia, nel frattempo, modificato completamente.

Il Consiglio di Stato, sez. III, 08/10/2014, n. 5011, richiamando i principi delineati nella sentenza n. 4/2011 resa dall’Adunanza plenaria, ribadisce la necessaria identità delle procedure concorsuali, delle prove di esame e dei requisiti professionali previsti come necessario presupposto per l’affermazione di un principio di preferenza a favore dello scorrimento di graduatorie di idonei ancora valide ed efficaci in luogo di un nuovo concorso, salva valida ed esplicita motivazione.

 

Nello specifico, nei casi in cui è decorso un notevole lasso di tempo, acquista una vasta valenza applicativa il criterio secondo il quale a questi fini: “in particolare può acquistare rilievo l’intervenuta modifica sostanziale della disciplina applicabile alla procedura concorsuale, rispetto a quella riferita alla graduatoria ancora efficace, con particolare riguardo al contenuto delle prove di esame e ai requisiti di partecipazione”.

Il notevole lasso di tempo intercorso tra i due concorsi pur concernendo la stessa qualifica, non possono essere considerati identici, dal momento che nascono a notevole distanza di tempo e si svolgono in contesti normativi e attraverso percorsi procedurali del tutto diversi prevedendo pertanto una diversa disciplina concorsuale e, in particolare, diverse prove di esame.

In altri termini se le norme su cui vertono le materie d’esame sono differenti, proprio in ragione del tempo trascorso, non possono essere considerati identici rilevando il tempo trascorso, nel senso che si è evoluta la professionalità che viene richiesta per la stessa qualifica nel nuovo contesto normativo.

Michele Orlando

P.A.sSIAMO

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