Malattia del lavoratore e stile di vita tenuto durante l’assenza.

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Gli obblighi del lavoratore nei confronti del datore di lavoro devono essere sempre improntati sui principi della correttezza e della buona fede.

Ora, questi principi devono sussistere anche durante l’assenza dal lavoro e, se non correttamente applicati, possono determinare anche la risoluzione del rapporto lavorativo.

Cass. sez. Lav., 01/10/2021, n. 26709 ha ribadito che, relativamente al profilo
riguardante la fraudolenta simulazione dello stato di malattia, lo svolgimento di altra attività da parte del dipendente assente per malattia può giustificare il recesso del datore di lavoro, in relazione alla violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, oltre che nell’ipotesi in cui tale attività
esterna sia di per sé sufficiente a fare presumere l’inesistenza della malattia, dimostrando quindi, una fraudolenta simulazione, anche nel caso in cui la medesima attività, valutata con giudizio ex ante in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione o il rientro in servizio, con conseguente irrilevanza
della tempestiva ripresa del lavoro alla scadenza del periodo di malattia.

Ma v’è di più. IL Collegio ritiene che le certificazioni mediche prodotte dal lavoratore, e in genere degli accertamenti di carattere sanitario, possano essere contestate anche valorizzando ogni circostanza di fatto – pur non risultante da un accertamento sanitario – atta a dimostrare l’insussistenza della malattia o la non idoneità di quest’ultima a determinare uno stato di incapacità lavorativa, e quindi a giustificare l’assenza, quale in particolare lo svolgimento da parte del lavoratore di un’altra attività lavorativa; analogamente è stata ritenuta la deducibilità dello svolgimento dell’attività lavorativa durante l’assenza per malattia quale illecito disciplinare sotto il profilo dell’eventuale violazione del dovere del lavoratore di non pregiudicare la guarigione o la sua tempestività.

La morale è, se può parlarsi di morale. Attenzione a presentare certificazioni mediche che tendono ad “aggravare” la condizione patologica e, contemporaneamente, a tenere uno stile di vita assolutamente incompatibile con tale stato patologico.

Ora, più che mai, appare appropriata l’immagine di presentazione dell’articolo: la supposta è una bassa insinuazione!

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