Il titolo abilitativo dell’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali (art. 212, D. Lgs. n. 152/2006) non è trasmissibile per avvalimento nell’appalto per la gestione dei rifiuti urbani.

A prevederlo, è una disposizione del Decreto cd. Sblocca Italia, che ha modificato l’articolo 49 del D. Lgs. n. 163/2006, recante il “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”.

Il comma 1 dell’articolo citato stabilisce: «Il concorrente, singolo o consorziato o raggruppato ai sensi dell’articolo 34, in relazione ad una specifica gara di lavori, servizi, forniture può soddisfare la richiesta relativa al possesso dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico, organizzativo, ovvero di attestazione della certificazione SOA avvalendosi dei requisiti di un altro soggetto o dell’attestazione SOA di altro soggetto».

Il comma 2, introdotto dall’art. 34, comma 1, della Legge 11 novembre 2014, n. 164, di conversione del Decreto Legge n. 133/2014 (Decreto cd. Sblocca Italia) stabilisce: «Il comma 1 non è applicabile al requisito dell’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali di cui all’articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».

Ergo, niente avvalimento per l’iscrizione all’Albo!

In realtà, la novella legislativa non ha una sostanziale portata innovativa, come pure taluni autorevoli esperti della materia hanno fatto intendere, poiché ha semplicemente codificato un orientamento formulato proprio recentemente, prima dall’ANAC, poi dalla giurisprudenza amministrativa, che ha negato la potestà di avvalimento, con riguardo ai requisiti soggettivi.

L’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori Ambientali, differentemente dall’attestazione SOA, che costituisce un requisito oggettivo cedibile ed acquisibile mediante avvalimento, è previsto dall’art. 212, comma 5, D. Lgs. n. 152/2006 (cd. Testo Unico dell’Ambiente), il quale prevede: «L’iscrizione all’Albo è requisito per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti, di bonifica dei siti, di bonifica dei beni contenenti amianto, di commercio ed intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi».

Tale iscrizione – come statuito dal Consiglio di Stato, Sez. V, 6 novembre 2015, n. 5070 – costituisce un titolo abilitativo autorizzatorio di natura personale e, come tale, non cedibile con lo schema del contratto di avvalimento, per cui:

«In tema di gare di appalto pubblico, anche se all’istituto dell’avvalimento deve ormai essere riconosciuta portata generale, resta salva, tuttavia, l’infungibilità dei requisiti ex artt. 38 e 39 del codice dei contratti, in quanto requisiti di tipo soggettivo, intrinsecamente legati al soggetto e alla sua idoneità a porsi come valido e affidabile contraente per l’Amministrazione, tra cui l’iscrizione camerale(cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 5 novembre 2012, n. 5595); nello stesso ordine di idee anche l’iscrizione qui in contestazione, quale elemento soggettivo infungibile proprio dell’impresa, non può ritenersi suscettibile di avvalimento (Sentenza n. 2191/2015 cit.)».

Il principio enunciato dai giudici di palazzo Spada ribalta quello pur non remoto del TAR Campania – Sentenza 4 luglio 2013, n. 5153 – di chiaro segno opposto.

In particolare, secondo il tribunale partenopeo, una ditta in possesso del requisito dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, poteva ben prestarlo a un’altra ditta, mediante la procedura dell’avvalimento, per consentirle di partecipare a un appalto pubblico per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti da parte di un Comune.

Intanto, l’ANAC, ancora prima della nuova disposizione introdotta dal Decreto cd. Sblocca Italia, pure già si era espressa – in modo conforme con l’orientamento recente del Consiglio di Stato – mediante il Parere di Precontenzioso n. 13 del 14/02/2013 – rif. PREC 149/12/L.

Al riguardo, l’Autorità Nazionale Anticorruzione aveva chiarito: «Il requisito di iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali non può essere oggetto di avvalimento, giacché la normativa nazionale, proprio per la delicatezza e rilevanza delle funzioni svolte dagli operatori del settore iscritti (dal punto di vista ambientale ed igienico-sanitario), ritiene necessario che gli operatori siano in possesso di caratteristiche aziendali ed organizzative tali da connotarli a livello soggettivo e da non consentire lo svolgimento delle attività da parte di soggetti terzi che ne siano privi».

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Gaetano

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