Le riprese con i telefonini: fare attenzione a non commettere illecito trattamento dati.

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Le riprese con i telefonini: fare attenzione a non commettere illecito trattamento dati.

Il recente dibattito innescato dalle riprese video che hanno riguardato un magistrato durante una manifestazione pubblica ha riacceso il dibattito sull’utilizzabilità di immagini rilevati con dispositivi mobili privati, da parte degli operatori di Polizia.

Su questi argomenti il Garanteprivacy aveva già sanzionato, nel 2022, il Ministero dell’interno con i provvedimenti n.61 e 62 del 2022. Ora, con la circolare del 26 settembre 2023 il Ministero dell’interno -rivolgendosi al personale della Polizia di Stato-  evidenza che qualora l’operatore di polizia ritenesse di dover raccogliere documentazione fotografica ed audiovisiva per specifiche attività istruttorie, potrà «utilizzare i dispositivi di ripresa privati quando siano indisponibili gli strumenti in dotazione a ciò destinati …, con la precisazione che a tali riprese devono ritenersi applicabili le prescritte norme penali e disciplinari. In tali casi, le riprese fotografiche e audio – video effettuate per finalità di polizia dovranno essere tempestivamente trasferite sul supporto di memoria digitale messo a disposizione dall’ufficio incaricato di conservare la documentazione probatoria e cancellate dal dispositivo personale».

Una buona indicazione anche per il personale di Polizia Locale, atteso che le previsioni dell’art. 13 della L.689/1981 aprono sì la strada a questo tipo di documentazione delle istruttorie, ma non può certo curarsi del trattamento dati, considerata la vetustà della previsione. Nulla di inquietante, è sufficiente integrare le previsioni del 1981 con gli attuali principi in materia di liceità del trattamento.

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