L’autonomia della responsabilità solidale e sanatoria del vizio con l’ordinanza ingiunzione.

Le Sezioni unite della Corte di Cassazione con sentenza n. 22082 del 2017 definirono una sostanziale rotazione del pregresso orientamento in materia di responsabilità solidale, statuendo che: “in tema di sanzioni amministrative, la solidarietà prevista dalla L. n. 689 del 1981, art. 6 non si limita ad assolvere una funzione di garanzia, ma persegue anche uno scopo pubblicistico di deterrenza generale nei confronti di quanti, persone fisiche o enti, abbiano interagito con il trasgressore rendendo possibile la violazione, sicchè l’obbligazione del corresponsabile solidale è autonoma rispetto a quella dell’obbligato in via principale e, pertanto, non viene meno nell’ipotesi in cui quest’ultima, ai sensi della detta L. n. 689 del 1981, art. 14, u.c., si estingua per mancata tempestiva notificazione, con l’ulteriore conseguenza che l’obbligato solidale che abbia pagato la sanzione conserva l’azione di regresso per l’intero verso l’autore della violazione, il quale non può eccepire, all’interno di tale ultimo rapporto, che è invece di sola rilevanza privatistica, l’estinzione del suo obbligo verso l’Amministrazione”.

Le sezioni singole, successivamente si sono adeguate a questo principio (Cfr.: da ultimo, Cass. n. 11774/2019) e non esce da tale solco Cass. civ. Sez. II, Ord., 28-02-2020, n. 5530 che –passando ad altre censure proposte dai ricorrenti, si intrattiene nel rappresentare come sia un vizio non invalidante l’errata indicazione della norma violata: “pur a fronte della riconducibilità astratta della violazione ad una disposizione diversa da quella effettivamente esatta … non può sostenersi che la violazione riscontrata in sede di accertamento non corrisponda a quanto riportato come fatto contestato in sede di ordinanza-ingiunzione, nè, quindi, che quest’ultima non sia stata preceduta da una rituale attività di contestazione avente ad oggetto il medesimo fatto storico… secondo la giurisprudenza di questa Corte (cfr., ad es., Cass. n. 6408/1996 e Cass. n. 2084/2005), in tema di sanzioni amministrative, l’autorità amministrativa viola il precetto della corrispondenza tra contestazione e condanna solo quando pronunci ordinanza-ingiunzione per un fatto (individuato sia negli elementi oggettivi costitutivi della fattispecie astratta dell’infrazione amministrativa, sia nelle circostanze che comunque influiscano sulla pronuncia) non attribuito al trasgressore in sede di contestazione, o applichi norme diverse da quelle richiamate nella stessa contestazione, ma solo a condizione che esse pongano riferimento a materie o fatti oggettivamente diversi e la loro imputazione determini la lesione del diritto di difesa o del contraddittorio, aspetti che non sono affatto venutisi a configurare nella fattispecie dedotta in giudizio”.

Condividi.

Informazioni sull'autore

Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

Invia una risposta