Laurearsi su whazzapp. Basta far girare la trottola ed il gioco è fatto!

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Laurearsi su whazzapp. Basta far girare la trottola ed il gioco è fatto!

L’Omelìa [sostantivo femminile, dal greco ὁμιλία «riunione, conversazione» (der. di ὁμιλέω «adunarsi, conversare»); in latino tardo homĭlia o homelĭa] è, nella liturgia cattolica, l’esposizione e commento di passi delle Sacre Scritture, obbligatoria la domenica e nelle feste di precetto.

Il dizionario Treccani della lingua italiana ci restituisce anche un “significato figurato” che sta per: discorso fatto con tono moraleggiante o ammonitore (o, come anche si dice: “con tono di omelia”).

Il celebre giornalista, Eugenio Scalfari è stato forse l’inventore delle c.d. “omelìe laiche” della domenica mattina, attraverso la prima pagina del quotidiano “la Repubblica”; per queste “omelìe laiche”, egli resta apprezzato e criticato censore dei costumi nazionali ed internazionali, prendendo a spunto non le Sacre Scritture, ma i fatti della settimana.

Si parva licet componere magnis, oggi anche io ho voglia di giocare, articolando la mia modesta e –spero- pungente “omelìa laica”, destinata al minuto pubblico di questo sito che, purtroppo con la consueta superficialità, è osservato da tanti operatori di Polizia Locale.

La cosa migliore che ho visto e sentito durante questa settimana è stato il video denominato “La laurea su FB ai tempi del COVID19” (Per chi non l’avesse visto, vi invito a dargli uno sguardo https://www.youtube.com/watch?v=Vs_3XGar7ys ). Il video è profondamente ironico e altrettanto realistico specchio della degenerazione del costume culturale della Nazione; il messaggio è calzante con le tendenze che viviamo, anche nel mondo degli operatori del diritto, specie con riguardo alla parte in cui l’attore Alessandro Cattelan dice: “non serve leggere tutto l’articolo, basta solo il titolo”.

Venendo al “COVID-19”, questa è stata la produzione normativa (solo per restare a quella di rango nazionale) delle ultime settimane, aggiornata al 25 marzo 2020:

LEGGI E DECRETI LEGGE

Decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Edizione straordinaria – n. 45 del 23.02.2020)

Legge 5 marzo 2020, n. 13 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.61 del 09-03-2020)

Decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale n. 53 del 02.03.2020)

Decreto-legge 8 marzo 2020, n. 11 Misure Straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria. (Gazzetta Ufficiale n. 60 dell’8.03.2020)

Decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14 Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.62 del 09-03-2020)

Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.70 del 17.03.2020)

Decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.79 del 25.03.2020)

DELIBERE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020. Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 26 del 01.02.2020)

Delibera del Consiglio dei Ministri 5 marzo 2020. Ulteriore stanziamento per la realizzazione degli interventi in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 57 del 06.03.2020)

DECRETI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2020. Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 45 del 23.02.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 febbraio 2020. Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 47 del 25.02.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 2020. Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 52 del 04.03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 marzo 2020.Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 55 del 04.03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020.Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale (Gazzetta Ufficiale n. 59 del 8.03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020 Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.62 del 09-03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020. Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 64 del 11.03.2020)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020. Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 76 del 22.03.2020)

Ovviamente mi sono astenuto dall’elencare le Ordinanze del Capo Dipartimento della Protezione Civile e le Ordinanze del Ministro della Salute; ciò anche perché se qualcuno dei miei contemporanei è stato tanto eroico da aver letto fino a qui punto questo breve scritto, mi sarebbe sembrata una vera e propria cattiveria, rendere l’elenco più lungo, al fine di renderlo esaustivo.

Bene, se questa è la premessa, ora vengo al fatto.

In questa settimana, la laurea sulle chat whazzapp ha superato la laurea su Facebook del video che ho menzionato. Per laurearsi in giurisprudenza sulle chat whazzapp popolate dagli operatori di Polizia Locale non occorre nemmeno leggere i titoli delle norme, è sufficiente far girare i documenti che man mano arrivano, come si faceva con le trottole che usavano i bambini negli anni settanta del secolo scorso. La specializzazione post lauream si consegue se si riesce ad essere, per almeno 3 volte, il primo ad aver caricato il testo del “Decreto Legge”, del “DPCM”, dell’ “Ordinanza” o della “Circolare”. Si consegue il dottorato di ricerca in diritto costituzionale se si “postano” commenti o si forgiano “modulistiche” che ricevano almeno 5 “pollicioni” (emoticon), o 10 “applausi” (emoticon). Ovviamente commenti e modulistiche vengono proposti da chi, non avendo letto neanche il titolo della norma “postata” e men che mai il suo contenuto, pervengono alle assiomatiche affermazioni previa consultazione telefonica con qualche collega che viene reputato più bravo e meno social, ovvero previo prelievo del commento da altro gruppo, ove magari non ci sono i lettori della comunità informatica dove si aspira a conseguire l’avito titolo di “Ph.D”.

Orbene, non voglio minimamente mettermi nella posizione di chi attribuisce le patenti di “cretino” ad alcuno; hanno tutti ragione e sono tutti bravi; d’altro canto in questi momenti tristi un poco di autostima migliora l’umore, quindi se essere per una decina di minuti leader di un gruppo whazzapp funziona come balsamo per l’anima, io sono felice per l’imbalsamato di turno.

A parte quattro amici, il turbine di telefonate e di messaggi whazzapp in cui sono stato coinvolto mio malgrado è stato sostanzialmente espressivo del percorso accademico che ho descritto qui sopra.

Ciò mi rende triste, in quanto i contenuti profondi non interessano più quasi a nessuno, mentre piace scambiarsi perle di saggezza giuridica, con lo stesso taglio del pettegolezzo da barbiere (ed io di barbieri pettegoli nel mio paesello natio ne ho frequentati!).

A questo punto, ho deciso di difendermi da questo mondo di “perle di saggezza giuridica” che non mi piace.

La mi difesa è costruita intorno al motto di sapienza popolare ascoltata dalla viva voce del mio amico Luigi Della Marca che un giorno -mentre ci beavamo alle Stufe di Nerone, nel consumare un pasto leggero tra un bagno nelle piscine termali ed un’immersione in sauna- all’ancora più affezionato amico Peppe Capuano disse: “non voglio niente e non voglio dare niente”.

Giova precisare che Peppe aveva ordinato una –magari dietetica quanto poco gustosa- macedonia di frutta, mentre Luigi aveva ordinato una –sicuramente calorica ma spettacolare e invitante- torta al cioccolato. L’affermazione “non voglio niente e non voglio dare niente” era stata una risposta diretta alla proposta di Peppe di scambiarsi assaggi dei piatti rispettivamente ordinati. Peppe ci rimase un poco male e grande fu la soddisfazione (benevola ed amicale) di Luigi.

Io oggi mi sento come Luigi Della Marca: “non voglio niente e non voglio dare niente”; non avrò la sua soddisfazione, tuttavia, di cogliere il disappunto dell’interlocutore. temo infatti che nessuno si offenderà per quello che ho scritto, perché nessuno avrà avuto la pazienza di leggere fin qui.

Il titolo accantivante di questa ironica “omelìa laica” forse avrà richiamato l’attenzione di chi veramente aveva creduto che si si laureasse su whazzapp. Costui, tuttavia, non ha forze neuronali sufficienti per arrivare a leggere più di 150 caratteri.

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