della circolazione stradale che presenti un qualche errore possa essere facilmente archiviato. Ma la realtà è un po’ più complessa ed allora esaminiamola. In primis la procedura. Quale organo è competente all’archiviazione; in tutti i casi di presenza di errore va posta in atto? Di iniziativa dell’ufficio al quale appartiene l’organo accertatore o da altro ufficio?

I verbali di accertamento alle violazione del codice della strada possono e devono essere archiviati dalla Prefettura.

Occorre, al riguardo, muovere dalla considerazione che il sistema procedimentale introdotto dalla c.d. depenalizzazione ha mutuato taluni criteri fondamentali del diritto processuale penale, tra i quali, per ciò che qui particolarmente interessa, il principio della distinzione di ruolo e di funzione dell’organo rilevatore della violazione dall’autorità giudicante. Esigenze di valenza garantistica impongono, infatti, che l’accertamento di chi è preposto alla vigilanza sul rispetto delle norme passi al vaglio di una autorità diversa, in posizione di terzietà, legittimata a sottoporre a riscontri e verifiche i contenuti della verbalizzazione e a garantire il rispetto delle procedure, specie di quelle a tutela del cittadino. Al parallelismo “organi di polizia giudiziaria-giudice” è stato correlato il parallelismo “organi di accertamento-prefetto”. Il regime di questo parallelismo si è attenuato con la legge n. 122/89, in forza delle cui disposizioni il vaglio del Prefetto ha perso di sistematicità, restando subordinato alla eventualità del ricorso. E però ciò non ha mutato la ragione ispiratrice del sistema che continua a risiedere nella identificazione di due ruoli funzionali differenziati. Ora in un siffatto sistema l’archiviazione del verbale, cioè la valutazione della insussistenza degli elementi di fatto e di diritto che integrano l’illecito, nonché del mancato rispetto di quelle regole procedimentali poste a garanzia del contravventore, che sono in grado di paralizzare il procedimento sanzionatorio, non potrebbe fare capo all’organo che procede all’accertamento, perché in tal modo egli diverrebbe in qualche modo arbitro della legittimità del proprio operato.

Tanto premesso in termini generali, occorre esaminare il dato normativo. L’articolo 203 del codice della strada, nel conferire al trasgressore la facoltà del ricorso, indica nel solo Prefetto il destinatario dello stesso, quale che sia il motivo della impugnativa. Segnatamente, l’art. 2014 affida al Prefetto, e non ad altri, la potestà di archiviazione del verbale. Già questi elementi testuali sono risolutivi del problema. Il verbale di accertamento, infatti, è atto esclusivo dell’agente che lo ha redatto, riferibile alla sua responsabilità di soggetto che ha proceduto al riscontro di comportamenti e che in questa attività valutativa opera in posizione di autonomia persino rispetto alla struttura organizzativa di appartenenza, restando sottoposto soltanto ai poteri di verifica dell’autorità a ciò espressamente legittimata dalla legge, che agisce in una ottica neutra e imparziale. Per ciò, può dirsi che il verbale di accertamento, una volta perfezionato nei suoi elementi formali e procedimentali, esce dalla disponibilità tanto dell’agente che lo ha redatto, che dell’ufficio al quale egli appartiene, per rientrare in quella di un altro organo. Le considerazioni che precedono trovano avallo anche nelle norme del regolamento di esecuzione del codice della strada. Il terzo comma dell’art. 386, infatti, dispone, per il caso della notifica eseguita a soggetto estraneo alla violazione per errore di trascrizione del numero di targa ovvero di lettura delle risultanze dei pubblici registri o per altre cause, che l’ufficio o comando precedente trasmetta gli atti al Prefetto per l’archiviazione, salvo che non sia ancora possibile la notifica all’effettivo proprietario. Analogamente il comma primo dello stesso articolo legittima l’ufficio o comando accertatore a procedere ad una nuova notifica quando risulti che la persona inizialmente individuata come proprietaria del veicolo o titolare di uno dei diritti indicati nell’art. 196, obbligato in solido, non sia effettivamente tale. Dal richiamato quadro normativo sembra potersi dedurre che in nessun caso il comando o l’ufficio procedente può disporre l’archiviazione dei verbali elevati dal dipendente personale nel caso in cui emerga la insussistenza della ipotesi di illecito amministrativo prefigurata o vengano constatati vizi del procedimento. Soltanto nelle ipotesi di cui all’art. 386 richiamato, il Comando o ufficio procedente è legittimato a rinnovare la notifica del verbale relativo ad un illecito amministrativo, indirizzandola, sulla base di chiarificazione sopravvenuta, nei riguardi di una persona diversa da quella inizialmente identificata (in effetti, al verbale si dà corso, e quindi, non si dà luogo ad archiviazione).

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Regolamento Esecuzione codice della strada – Art. 386 (Art. 201 Cod. Str.)

(Notificazione dei verbali a soggetto estraneo)

 

Legge sul procedimento amministrativo – Legge 7 agosto 1990, n. 241 – Articolo 21-nonies.

(Annullamento d’ufficio)

 

 

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Mimmo Carola

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