Il Procuratore della Repubblica pesso il Tribunale di Salerno ha ricorso per Cassazione avverso la sentenza del GIP del 12/09/2017 che aveva dichiarato il  non luogo a procedere per la configurazione del reato di cui all’articolo 639 comma 2 c.p. nei confronti di un soggetto che dopo aver prelevato dei materiali da sacchetti della spazzatura, aveva disperso il restante sulla sede stradale imbrattandola ed insudiciandola.

il GIP pur riconoscendo la condotta illecita dell’ autore dell’imbrattamento a mezzo di deposito di rifiuti sulla sede stradale, ha escluso la sussistenza  dell’elemento soggettivo del reato dovendosi configurarsi solamente un illecito amministrativo punito per l’abbandono dei rifiuti.

La cassazione accogliendo il ricorso della Procura di Salerno, invece,  ha ritenuto che la dispersione sul suolo pubblico di rifiuti, dopo aver asportato dai sacchetti della spazzatura quanto di suo interesse, e abbandonando la restante parte, pregiudica la pulizia e l’estetica della pubblica via imbrattandola ed insudiciandola  con senso di disgusto e ripugnanza nei cittadini. Non è rilevante che la condotta sia stata unica   e le vere  intenzioni dell’imputato,  in quanto trattasi di reato a dolo generico e pertanto  basta solo la volontà di voler cagionare l’evento dannoso.

Art. 639. Deturpamento e imbrattamento di cose altrui .

Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili [c.c. 812; c.p. 624] altrui è punito, a querela della persona offesa [c.p. 120; c.p.p. 336], con la multa fino a euro 103 [c.p. 635, 649, 664, 674] .

Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro.

leggi la sentenza  sentenza 29018_18

 

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Giuseppe Capuano

Comandante Polizia Municipale

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