“ Da uomo di legge amo il buon senso e la giustizia sociale, prima ancora che la legalità formale”. Questa è, a mio avviso la frase di maggiore effetto che ho letto domenica 6 luglio 2014, sulle pagine del Mattino di Napoli.

Le parole virgolettate sono del sindaco di Napoli che, nell’occasione, ha preso le distanze e redarguito la “sua” Polizia Municipale, per aver sanzionato (correttamente, a quanto pare) alcune occupazioni di suolo pubblico abusive o, se non altro, irregolari.

All’indomani (lunedì 7 luglio), sempre sul “Mattino”, in cronaca, il sindacato (RSU) trova il coraggio e la compostezza per replicare, con coraggio e stile al Sindaco “uomo di legge”.

Nel mio piccolo, ritengo, di dover prendere posizione sulla questione, in maniera del tutto autonoma, a sostegno degli operatori della Polizia Municipale di Napoli che, nell’effettuare controlli sulla regolarità delle occupazioni di suolo pubblico, hanno sanzionato anche i librai di Port’Alba.

Amo la città di Napoli e dalle bancarelle dei librai ero affascinato fin da studente, quando squattrinato andavo a rivendere i vecchi libri, per comprarne dei nuovi. Tuttavia, in disparte il fascino esercitato da questa pittoresca ed amabile cornice estetica, la domanda è: le occupazione di suolo erano regolari o erano abusive?

Se gli agenti della Polizia Municipale di Napoli hanno ritenuto di sanzionare, mi vien facile pensare che si trattasse di occupazioni abusive di suolo e quindi, in quanto tali, meritevoli di sanzione.

Tuttavia, come capita sempre in questi casi, se l’abusivo è pittoresco, sofferente, acculturato, artista, amabile …, la società civile s’indigna con il poliziotto locale che deve contrastare le piccole manifestazioni di abuso e gli indirizza epiteti di vario genere, tra cui spicca il classico: “andate ad arrestare ai delinquenti, invece di pigliarvela con la povera gente”.

Che un intervento sanzionatorio di tal fatta possa essere letto in termini –a mio avviso- distorti dal cittadino comune, è cosa comprensibile. 

Che a criticare il lavoro siffatto dei “Vigili” sia lo stesso sindaco De Magistris, ci lascia profondamente indignati. 

In premessa, un Sindaco, che è capo della Polizia Municipale, se non vuole che si facciano interventi sanzionatori illegittimi ovvero omissivi, può anche metterlo per iscritto in un ordine formale -così, chiacchiere a parte- si assume la responsabilità di comandare che si facciano discutibili operazioni selettive, senza nascondersi dietro al velo di una critica malsana o di un penoso atteggiamento di “buonismo senza spese”.

Se i “Vigili” di Napoli sono stati “acritici ed ottusi” dobbiamo ringraziare proprio persone come il “nostro” De Magistris che, da magistrato/uomo di legge, non aveva ancora maturato l’opinione espressa nella sua bella lettera e da me riportata in premessa a questo breve scritto.

Da uomo di Legge, pare (e ciò resta ampiamente documentato nel libro “De Magistris il pubblico ministero, biografia non autorizzata” G.M. Choicci- S. Di Meo, Rubettino editore) che avesse grande passione per “la legalità formale” e poca inclinazione per il “buon senso e la giustizia sociale”, come peraltro deve essere per chi svolga un ruolo importante nella magistratura inquirente.

Magistrati come De Magistris hanno insegnato ad un popolo di “Vigili Urbani” la paura del tentare di farsi interpreti del “buon senso e della giustizia sociale”, poiché la minaccia del procedimento penale, delle misure cautelari e di possibile condanne è stata sovente sventolata sul capo di una Polizia Municipale (quella di Napoli) che sta in trincea e che comunque operi viene tristemente bersagliata.

Ora la prende di mira proprio il suo capo e questo ci instilla tristezza.

Nel corso di questo scritto ho citato un libro; l’ho fatto muovendo da una questione che si mette in moto a scapito dei librai, in modo da immaginare una pacificazione che passi attraverso la cultura. Speriamo che chi mi legge, vada a compensare le sanzioni patite, comprando un libro, da un libraio di Port’Alba; magari compri il libro da me citato (che, invero, meriterebbe di esser letto per capire qualcosa delle distorsioni della giustizia in Italia) così forse si comprenderà a fondo come è difficile essere “tolleranti” in un mondo in cui “sindaci ex magistrati” hanno cancellato la discrezionalità dell’agire per paura di un ingiusto processo e magari si capirà perché, belle chiacchiere a parte, l’ordine di servizio “per non sanzionare i librai” il Sindaco non l’ha mai firmato.

Pino Napolitano

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