E’ legittimo il diniego opposto alla richiesta di accesso agli atti, redatti in occasione dell’identificazione di soggetti coinvolti in un altreco ?

Più precisamente, le ragioni superiori (segreto istruttorio, motivi di giustizia) sono pregiudizievoli rispetto al diritto del singolo?

Eppure l’applicazione di un minimo di buonsenso, consentirebbe di trovare immediatamente la soluzione.

Al riguardo si segnala l’interessantissima decisione Tar, Puglia, Bari, 05/06/2014, n. 677.

 

 

I fatti. Tizio coinvolto in una accesa discussione all’esterno della stazione ferroviaria, viene identificato da agenti della Polfer che, successivamente, alla sua richiesta di conoscere le generalità dell’altro soggetto, oppone la non ostensibilità degli atti coperti da segreto istruttorio.

 

In realtà la P.A. procedente ritiene che la polizia non sia tenuta a fornire le generalità (accertate nell’esercizio di funzioni di p.s. e non solo di p.g.) dei cittadini coinvolti in situazioni di diverbio o litigio, pena la violazione della privacy degli stessi, laddove trattasi di motivazioni differenti da quelle inerenti il segreto istruttorio.

 

D’altronde non si comprende quali atti potrebbero essere pregiudicati dalla semplice comunicazione circa le generalità dei soggetti coinvolti; opinando in senso contrario verrebbe ad essere pregiudicato, in realtà, il diritto del singolo a poter agire per via giudiziaria a tutela dei propri interessi.

 

Conclude il Collegio osservando che eventuali informazioni diverse ed ulteriori rispetto alle generalità del soggetto de quo potrebbero essere “omissate” dalla Polfer.

 Più semplice di così !

 

Michele Orlando

 

P.A.sSiamo

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