La questione sottoposta all’esame del Collegio concerne una sanzione pecuniaria, irrogata dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private (ISVAP), per disordine organizzativo e contabile, alla società Mutua Assicurazione del Comune di Roma – ASCOROMA s.p.a. e dalla stessa pagata in misura ridotta, ai sensi dell’art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Al società obbligata, dopo il pagamento, poneva in essere azione di rivalsa nei confronti del legale rappresentante della stessa, ritenendolo “trasgressore” e pertanto obbligato a rifondere, secondo i crismi dell’articolo 6 della L.689/1981, l’obbligato in solido.

Il trasgressore si duole (e per l’effetto insorge innanzi al Giudice Amministrativo) per la circostanza che l’autorità amministrativa non abbia valutato il suo scritto difensivo, avendo così conculcato il suo diritto di difesa.

L’amministrazione opposta si difende rappresentando che Il procedimento di cui si discute, tuttavia, è quello disciplinato dalla citata legge n. 689 del 1981, che nell’art. 17 prevede l’avvio della fase partecipativa e di opposizione “qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta”, in quanto detto pagamento estingue l’obbligazione sanzionatoria e preclude l’esperimento di qualsiasi rimedio giurisdizionale (cfr. Cass. civ., sez. I, n. 25845/11 cit. e pronunce delle Sezioni Unite della stessa Cassazione ivi richiamate, nonché Cons, St., sez. VI, n. 13 maggio 2008, n. 2216).

 

La tematica sollevata nel caso di specie, in effetti, è quella della presenza di coobbligati in solido: anche nei confronti di questi ultimi, tuttavia, il pagamento nella misura ridotta, di cui all’art. 16 della ricordata legge n. 689/1981 estingue l’obbligazione, con effetti liberatori generalizzati nei confronti dell’Amministrazione (cfr. in tal senso Cass. civ., sez. I, 26 giugno 2001, n. 8696).

Se l’obbligato in solido paga la sanzione in misura ridotta, nessuno può piò lagnarsi con l’amministrazione della mancata considerazione dello scritto difensivo proposto dal trasgressore.

La doglianza si dovrà far valere solo tra trasgressore ed obbligato in solido nel corso dell’eventuale giudizio di regresso.

“Quanto sopra fermo restando, in ogni caso, il diritto soggettivo – anch’esso tutelabile in sede civile – del coobbligato interessato a resistere all’azione di regresso, nell’ambito dei rapporti interni inerenti ad una obbligazione solidale, con possibilità di sollevare le stesse eccezioni opponibili al creditore, cui da altro coobbligato fosse stato effettuato il pagamento richiesto”.

Un ottimo chiarimento, quello che ci proviene dal Giudice Amministrativo con la sentenza 2614/2014, sebbene la stessa si concluda con il mero rilievo del suo difetto di giurisdizione (fatto che, al di là del principio espresso che ha una valenza assoluta, interessa solo le parti in causa).

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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