Concorso di persone nell’illecito.

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In tema di sanzioni amministrative, l’omessa menzione, nella contestazione dell’illecito commesso da un soggetto in concorso con altri, e nella successiva ordinanza – ingiunzione di pagamento, dell’art. 5 della l. n. 689 del 1981, che tale concorso prevede, non rende illegittimo il provvedimento per violazione del principio della correlazione tra il fatto contestato e quello per il quale viene irrogata la sanzione, essendo, in tale ipotesi, necessario e sufficiente, ai fini del rispetto di tale principio, che dalla contestazione risulti la circostanza dell’avvenuta commissione dell’illecito da parte dell’ingiunto in concorso con altri.

La Corte di Cassazione (Sez. II Sent., 23/02/2021, n. 4830), dopo aver chiarito che non c’è stata alcuna violazione del principio di personalità della sanzione, a causa della mancata identificazione della persona fisica del trasgressore, si è intrattenuta sulla disamina del concorso di persone nell’illecito amministrativo. Il fatto che anche altri siano stati sanzionati per il medesimo fatto non elide la responsabilità del ricorrente, poiché la L. n. 689 del 1981, art. 5 con formula analoga a quella dell’art. 110 c.p., ha previsto la punibilità del concorso di persone nell’illecito amministrativo. “In tema di sanzioni amministrative, la L. n. 689 del 1981, art. 5 il quale contempla il concorso di persone nella commissione di illeciti amministrativi, recepisce i principi fissati in materia dal codice penale, rendendo applicabile la pena pecuniaria a tutti coloro che abbiano offerto un contributo alla realizzazione dell’illecito, concepito come una struttura unitaria, nella quale confluiscono tutti gli atti dei quali l’evento punito costituisce il risultato, anche se detti atti, atomisticamente considerati, possono non essere illeciti, sempre che sussista nei singoli partecipi la consapevolezza del collegamento finalistico dei vari atti, e, cioè, la coscienza e volontà di portare un contributo materiale e psicologico alla realizzazione dell’illecito perseguito da tutti” (Cass. n. 1876/2000; n. 9837/2001; n. 7908/2002). “La giurisprudenza della Corte ha precisato che “in tema di sanzioni amministrative, la omessa menzione, nella contestazione dell’illecito commesso da un soggetto in concorso con altri, e nella successiva ordinanza – ingiunzione di pagamento, della L. n. 689 del 1981, art. 5 che tale concorso prevede, non rende illegittimo il provvedimento per violazione del principio della correlazione tra il fatto contestato e quello per il quale viene irrogata la sanzione, essendo, in tale ipotesi, necessario e sufficiente, ai fini del rispetto di tale principio, che dalla contestazione risulti la circostanza dell’avvenuta commissione dell’illecito da parte dell’ingiunto in concorso con altri” (Cass. n. 1876/2000)”.

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