Si segnala l’interessante articolo Asmel relativo alle assunzioni di dirigenti a tempo determinato. “Nell’assetto organizzativo degli Enti locali, le assunzioni di  personale con qualifica  dirigenziale sono sottoposte alle prescrizioni  dell’articolo 19, comma 6, del Testo unico sul pubblico impiego. La Corte dei Conti, sezione della Lombardia,  con la sentenza n.91 del 22/06/2017,  ha dichiarato illegittima l’assunzione di un dirigente laddove si attesti la “mancanza congiunta del requisito della specializzazione professionale, culturale e scientifica”. La Corte, infatti, non ritiene  né sufficienti “la specializzazione postuniversitaria e le pubblicazioni scientifiche in mancanza di una concreta esperienza come funzionario “né, viceversa, la sola esperienza quinquennale di funzionario direttivo, in mancanza di una specializzazione professionale: entrambi i casi determinano un’assunzione illegittima con correlato danno erariale per l’ente che vi proceda”. In particolare, il Collegio  ha riscontrato l’inosservanza  dell’art. 19, comma 6, Testo unico del pubblico impiego, per aver “l’amministrazione conferente violato questi precetti: a) assenza di pubblicità della selezione comparativa; b) mancanza di esperienza concreta per cinque anni quale funzionario della carriera direttiva; c) mancata previa verifica delle professionalità interna”. A riguardo la Sezione ha statuito infatti  che “le disposizioni previste dall’articolo 19, comma 6, Testo unico del pubblico impiego costituiscono principi fondamentali in base all’articolo 117 della Costituzione (articolo 1, comma 3, D.lgs. 165/2001) e tali da non poter essere incisi con disposizioni diverse dalle autonomie locali”. Il Collegio ha infine chiarito che “le assunzioni di dirigenti a contratto, per gli enti locali riferite all’articolo 110, comma 1, del Tuel) per essere considerate legittime debbano avvenire selezionando esclusivamente candidati che, oltre alla laurea, abbiano una «particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica» comprovata dai cumulativi (e non già alternativi dopo la novella del D.lgs. 150/2009) requisiti di: a) una pregressa formazione universitaria e postuniversitaria, b) pubblicazioni scientifiche, c) concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza”.

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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