Con Determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 L’autorità nazionale anticorruzione ha approvato le linee di aggiornamento 2015 del P.N.A.

Si tratta di un documento connotato da un linguaggio molto diretto (pertanto foriero di pochissimi potenziali equivoci interpretativi) che è orientato a fare in modo che, per l’anno 2016, tramonti la prassi degli Enti obbligati di redigere PTPC “fotocopia” o “scarsi”. Si evidenzia, difatti, quella che deve essere preso come un avvertimento: ” ….sanzioni previste dall’art. 19, co. 5, lett. b) del d.l. 90/2014, in caso di mancata «adozione dei Piani di prevenzione della corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o dei codici di comportamento» …. Equivale ad omessa adozione del PTPC: a) l’approvazione di un provvedimento puramente ricognitivo di misure, in materia di anticorruzione, in materia di adempimento degli obblighi di pubblicità ovvero in materia di Codice di comportamento di amministrazione; b) l’approvazione di un provvedimento, il cui contenuto riproduca in modo integrale analoghi provvedimenti adottati da altre amministrazioni, privo di misure specifiche introdotte in relazione alle esigenze dell’amministrazione interessata; c) l’approvazione di un provvedimento privo di misure per la prevenzione del rischio nei settori più esposti, privo di misure concrete di attuazione degli obblighi di pubblicazione di cui alla disciplina vigente, meramente riproduttivo del Codice di comportamento emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62…. 

Il documento è lungo (53 pagine) e merita lettura; si compone di una parte generale, di una parte speciale (scomposta in due sezioni) e di una sorta di nota riepilogativa.

Rispetto ad un contesto di informazioni così estese e dettagliate, in questa sede non si può offrire una sintesi sufficientemente chiara dei contenuti; ci si limita, pertanto, ad evidenziare che rispetto al passato, l’ANAC si avvede del fatto che sono da considerarsi come aree esposte al rischio di corruzione anche quelle si occupano di “controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni”.

Ciò premesso, può una Polizia Municipale consentirsi il lusso di non fare una seria analisi del contesto, una mappatura dei processi, una minimale analisi del rischio, una sua valutazione e -del caso- individuare misure correttive? Credo che il lusso del “fingere che il problema non riguardi la Polizia Municipale” non possa perdurare anche per il 2016. Poi, per quanto mi riguarda, ciascuno risponde personalmente…. Responsabili interni della Prevenzione della Corruzione in testa….. Comandanti ed Ufficiali indietro…….. per le responsabilità politiche, forse, tra qualche anno, dopo l’espletamento della delega conferita al Governo con L.124/2015.

Pino Napolitano

 

 

Condividi.

Informazioni sull'autore

Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

2 commenti

    • Pino Napolitano

      Meglio essere più precisi: l’ANAC ritiene che chiunque eserciti funzioni di controllo, vigilanza e sanzionamento non debba essere sottovalutato nel contesto delle misure di prevenzione della corruzione. Quindi i Comuni che riformuleranno il loro PTPC a fine gennaio dovranno tenere conto del fatto che anche per le Polizie Municipale si dovranno prevedere misure specifiche di contenimento del rischio.

Invia una risposta