Quesito Area picnic attrezzata – Autorizzazioni

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Domanda: Gentile comandate, ho ricevuto la Sua Mail da una collega di C….. e avrei bisogno di sottoporle un quesito.

Nel Comune ove opero vi è un’area aperta con recinzione e cancello d’ingresso ove vi sono alcuni gazebo attrezzati con tavoli e barbecue muniti di graticola e area parcheggio per clienti. Vi è inoltre una zona dotata di forno a legna con barbecue circondata da ampia tavolata coperta con fontanili. Dispone altresì di servizi igienici e di giochi per bambini.

Detta area viene usata per pic-nin e per feste di vario tipo dietro corrispettivo per ogni persona che vi accede per l’utilizzo di detti servizi.

Resta inteso che le vivande e la cottura delle stesse è ad esclusivo carico degli avventori.
Non vi è somministrazione di alimenti e bevande.

Orbene fermo restando il rispetto dei requisiti urbanistico – edilizi e sanitari l’attività in questione può inquadrarsi nell’ambito dell’art. 86 del TULPS?

Vi potrebbero essere altre soluzioni? Detta attività potrebbe sfuggire a qualsiasi ” autorizzazione”?

Ringraziando anticipatamente, invio vive cordialità.

Ag. A. P. – Comune di S.

Risposta

Si premette che l’attività di area picnic, come segnalata nel quesito, non è da configurasi come attività libera o soggetta a licenza ex art. 86 tulps, ma come area di trattenimento e svago per tutti coloro che vi accedono per utilizzo della struttura indicata, dei servizi e delle attrezzature installate.

Per conseguenza, tale tipologia di attività non è assolutamente libera, ma è  soggetta al rispetto di requisiti e disposizioni che esamineremo in seguito ed alla prescritta autorizzazione.

In primo luogo è necessario esaminare la destinazione d’uso del suolo interessato all’attività; nel caso in cui l’area ha finalità agricola o diversa da quella di trattenimento, è del tutto evidente che non può essere utilizzata per la destinazione predetta e, pertanto, deve essere immediatamente vietata con adozione di ordinanza di cessazione dell’attività.

Necessita, altresì, accertarsi dell’osservanza dei requisiti urbanistici ed edilizi dell’intera area e la destinazione d’uso del suolo interessato all’attività in esame, come peraltro già evidenziato nello stesso quesito.

E’ evidente che la mancanza di detti requisiti è anch’essa motivo ostativo all’esercizio dell’attività in argomento con conseguente divieto di avviarla o continuarla e conseguente chiusura dell’area interessata.

Ed ancora, se l’attività che si intende esercitare su detto suolo presenta tutti i requisiti per essere autorizzata, è indispensabile accertare che l’intera struttura sia idonea anche sotto l’aspetto igienico sanitario con la presenza di adeguati servizi igienici, fornitura di acqua ed attrezzature per garantire il corretto utilizzo dell’intera area.

In tale ipotesi, unitamente alla documentazione predetta, va ovviamente presentata  una scia sanitaria che attesti l’idoneità della struttura per la igienicità dell’area interessata.

Nel caso in cui, però, si rileva che l’attività non possa essere svolta per la carenza dei requisiti sanitari richiesti, si ribadisce l’adozione, anche in questa ipotesi, di ordinanza con divieto di apertura della struttura e utilizzo dello spazio interessato e delle attrezzature.

Atteso, altresì, che qualora la preparazione e cottura dei prodotti alimentari e bevande, con il successivo consumo, viene effettuata direttamente da coloro che intendono usufruire personalmente degli spazi e delle attrezzature messe a disposizione degli avventori, non si configura alcuna attività di somministrazione di alimenti e bevande, ma esclusivamente un uso personale dei soggetti interessati per feste e consumo di cibi all’aperto.

Vi è, infine, da evidenziare che qualora la struttura presenti tutti i requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività, il titolare dell’area dovrà presentare al Suap del comune richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art. 68 del tulps.

In tale ipotesi, prima del rilascio del titolo, il responsabile dell’attività dovrà convocare la commissione comunale di vigilanza, ai sensi dell’art. 80  tulps, per la verifica della sicurezza delle strutture presenti nell’intera area.

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