Come i mezzi di informazione di massa hanno opportunamente e maldestramente segnalato (in realtà confondendo ciò che accadeva al Senato -il DDL Stabilità- con ciò che –stesso il 22 dicembre- accadeva alla Camera) anche in materia ambientale ci saranno, di qui a breve molte interessanti novità normative (Disegno di legge: S. 1676. – “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, approvato dalla Camera e modificato dal Senato; 2093-B).

Tra contenuti di una certa importanza per il benessere della Nazione, campeggia, tuttavia, una misura che proprio non meritava tanta enfasi: l’introduzione di specifiche sanzioni per l’abbandono dei mozziconi di sigarette e sigari e dei rifiuti di piccolissime dimensioni, prevedendo il riutilizzo di tali proventi sia per campagne informative che per l’installazione dei raccoglitori dei mozziconi presso i Comuni.

Orbene, si comprende che il tema dell’abbandono delle cicche (peggio si dica delle come da masticare che si attaccano sotto le scarpe e che fanno “smoccolare/iastemmare” il malcapitato pedone) sia una cosa fastidiosa e, a limite (ma dopo molte altre cose pericolose ed inquinanti) anche dannoso per l’ambiente. Tuttavia, a mio modestissimo e discutibilissimo parere, trattasi di tematica attinente più all’educazione civica ed al rispetto per la collettività che non alla difesa dell’ambiente; non a caso, fin dall’inizio del secolo scorso i regolamenti di quasi tutti i Comuni italiani hanno previsto divieti e sanzioni per contenere questo fenomeno di scostumatezza che, invero esprime ignoranza e incuria.

Un piccolo male, quindi, che certo merita cura; ma la cura esiste da sempre, con la differenziazione propria che la sensibilità locale manifesta rispetto alla “malattia”. In altri termini, chi in maniera più pesante, chi in maniera più leggera, con sanzioni pecuniarie da 25 euro a 500 euro, tra regolamenti ed ordinanze, il divieto c’è sempre stato grazie ai regolamenti di polizia urbana (che recentemente hanno assunto, per fantasiosa tendenza ad una comunicazione mistificata, le più svariate denominazioni).

Il problema, forse, non è la cura, ma è il medico. Nessun organo di polizia si è mai applicato seriamente a far rispettare divieti come questi; anzi, non è inconsueto vedere operatori di polizia in divisa intenti a fumare e –completata tale condotta vietata dalla norme di comportamento proprie di ogni ordinamento (locale quanto nazionale)- a gettare in terra l’odioso mozzicone.

Quanto alla cura poi, confesso che -sebbene io non sia fumatore di sigarette- erroneamente ritenevo che buttare la cicca nella tazza del cesso non fosse cosa grave; ora, con una norma che vieterà anche questo pericoloso getto di cose (astrattamente anche il codice penale potrebbe forse punire chi getterà la cicca nel cesso, con un altro problema di specialità?) il corretto smaltimento di questi odiosi e puzzolenti oggettini di spugna diventerà un problema serio.

Ma il tema (recuperando un minimo di serietà) è:

si può correggere la scostumatezza con le sanzioni? Questo è il tema centrale!

La legislazione in materia di sicurezza urbana dell’ultimo decennio, conclamatamene fallimentare, insegna che non c’è bisogno tanto di regole, ma della cultura dell’adesione al loro rispetto.

Da qui la critica a questo sforzo legislativo che diventerà il terreno per discutere, in caso di applicazione delle sanzioni, sulla corretta applicazione del principio di specialità, tra quanti, in omaggio alla novità prediligeranno la novella e quanti, in omaggio alla destinazione comunale dei proventi, faranno propendere l’ago della sanzione verso il regolamento comunale.

Speriamo, ad ogni buon conto, che almeno una sanzione, in tutto il 2016, su questa materia tanto interessante da meritare un apposita previsione nella Legge di stabilità, venga accertata.

Diversamente…. Quale grave frustrazione dovrà patirne il nostro Parlamento per la sostanziale elusione dei suoi comandi normativi?!?!?!

Venendo all’imminente novella, pare che il codice dell’ambiente si arricchirà di alcuni specifici articoli:

  • 232-bis: (Rifiuti di prodotti da fumo): “1. I comuni provvedono a installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo. 2. Al fine di sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei mozziconi dei prodotti da fumo, i produttori, in collaborazione con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, attuano campagne di informazione. 3. È vietato l’abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo sul suolo, nelle acque e negli scarichi”.
  • 232-ter: (Divieto di abbandono di rifiuti di piccolissime dimensioni): “1. Al fine di preservare il decoro urbano dei centri abitati e per limitare gli impatti negativi derivanti dalla dispersione incontrollata nell’ambiente di rifiuti di piccolissime dimensioni, quali anche scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare, è vietato l’abbandono di tali rifiuti sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi”.
  • 255 comma 1 bis: “-bis. Chiunque viola il divieto di cui all’articolo 232-ter è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro trenta a euro centocinquanta. Se l’abbandono riguarda i rifiuti di prodotti da fumo di cui all’articolo 232-bis, la sanzione amministrativa è aumentata fino al doppio”.

Non mi dilungo, poi, sul tema del riparto dei proventi sanzionatori, avvicinandosi al Natale, mi sembrerebbe di parlare, piuttosto che di temi sanzionatori, della “spartenza del Capitone”

Io non sono un esperto di materia ambientale ed agli esperti lascerò fare commenti più seri.

Tuttavia una cura normativa più semplice e fruttuosa per l’ambiente si poteva trovare: basta un ritorno all’antico; tutti a fumare obbligatoriamente sigarette senza filtro, tanto, chi ci crede che il filtro riduce il danno provocato dal fumo che resta, mala in se?!

Auguri di buon Natale.

Pino Napolitano

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Informazioni sull'autore

Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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