Quesito: corretta quantificazione dei proventi a seguito degli accertamenti dei limiti di velocità.

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Domanda: in ferimento allo articolo pubblicato in data 24 febbraio 2020 “Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocita’.” mi chiedo: il disposto di cui al co. 6 dell’art. 1 del decreto, per cui la ripartizione va effettuata “al netto delle spese sostenute per tutti i procedimenti amministrativi connessi” pone nel nulla quanto stabilito dalla deliberazione n. 1/2019 della Corte dei Conti – sez. autonomie, per cui i “Ai fini della corretta quantificazione della quota del 50% dei proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità […] non devono essere detratte le spese per il personale impiegato nella specifica attività di controllo e di accertamento delle violazioni, le spese connesse al rilevamento, all’accertamento e alla notifica delle stesse e quelle successive relative alla riscossione della sanzione” ??

Risposta:  La questione contabile posta all’attenzione delle sezione autonomie della Corte dei Conti  si basa sulla risposta al quesito della corte territoriale Veneto che chiede l’uniforme parere,  volto a  derimere la questione di massima, alla luce della pluralità, e possibile divergenza, degli elementi interpretativi  esistenti “se, ai fini della corretta quantificazione della quota del 50% dei proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità secondo le previsioni di cui all’art. 142, comma 12-bis, del d.lgs. n. 285/1992, da versare a favore dell’ente proprietario della strada, sia corretto detrarre da tale quota, oltre alle spese connesse al rilevamento, all’accertamento e alla notifica della violazione, ed a quelle successive relative alla riscossione della sanzione, anche quelle relative alle spese del personale impiegato nella specifica attività di controllo e di accertamento delle violazioni, comprese le attività svolte dal personale amministrativo interno”.

Il consesso giurisdizionale nazionale si esprime nel modo che segue.

La sezione autonomie nazionale dopo aver ricapitolato i punti cardini della struttura dell’rticolo 208 CDS, prima, e dell’articolo 142 CDS, poi, puntualizza e conferma ( come per altro stabilito nel parere della Sez. Molise del 2014) che :

– sussiste rapporto di specialità tra i vincoli dei proventi derivanti dagli eccessi di velocità (art. 142) e tutti gli altri proventi da sanzioni stradali (art. 208);
– il vincolo di destinazione posto dall’articolo 142 è assoluto e totale rispetto alle destinazioni indicate;
–  le due tipologie di proventi necessitano di contabilità separate;
– i proventi derivanti dai cd “eccessi di velocità” vanno ripartiti, semmai ve ne fosse diversità soggettiva, tra organo accertatore ed ente proprietario della strada.

Chiarisce la sezione autonomie, nelle premesse che l’intento del legislatore  è quello di considerare le spese di accertamento incluse nella metà delle risorse percepite dall’ente da cui dipende l’organo accertatore.
Si riferisce quindi chiaramente alla quota spettante all’organo accertatore e non alla quota da traferirire all’ente proprietario della strada!

A rifinitura della interpretazione richiesta, il parere   definisce che :”Ai fini della corretta quantificazione della quota del 50% dei proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, di cui all’art. 142, comma 12-bis, del d.lgs. n. 285/1992,
attribuita all’ente da cui dipende l’organo accertatore, non devono essere detratte le spese per il personale impiegato nella specifica attività di controllo e di accertamento delle violazioni, le spese connesse al rilevamento, all’accertamento e alla notifica delle stesse e quelle successive relative alla  riscossione della sanzione.”

Il parere di massima è espressamente riferito alla quota “… attribuita all’ente da cui dipende l’organo accertatore…” poiché diversamente le spese detraibili (ad esempio personale addetto all’accertamento) comparirebbero due volte nella colonna delle tabelle di spesa degli allegati al bilancio ex D. Lgs 118/2011.

Capire adesso come si integra la disposizione tecnica del Decreto Interministeriale, oggetto di recente proroga-termini per l’emergenza Covid-19 al 30 settembre p.v., è impresa ardua!

Nel comunicato del 11 maggio il Viminale scrive  che :”… la proceduta telematica per l’invio da parte degli enti locali della relazione illustrativa riguardante i proventi per sanzioni derivanti dall’uso di mezzi meccanici di controllo delle violazioni delle norme di comportamento e la loro utilizzazione previsti dall’articolo 142, comma 12-quater del D.Lgs. n.285 del 1992 è stata definita ed è tecnicamente operativa….PERÒ…..le istruzione operative inerenti l’utilizzazione della nuova procedura telematica saranno fornite con apposita Circolare del Ministero dell’Interno in tempo utile affinché gli enti locali possano adeguatamente operare con il nuovo sistema informatico.”

A giudizio di chi risponde, le “istruzioni operative”  serviranno per il funzionamento di una piattaforma digitale, governata da un algoritmo che avrà lo scopo analitico di far coincidere valori parziali e totali, collegati nelle varie celle delle tabelle presenti nelle “maschere” della piattaforma.

La questione sostanziale riguarda il concreto uso dei proventi sanzionatori.
Per la parte di spettanza dell’ente da cui dipende l’organo accertatore , le somme vanno “gestite” secondo la formula
Totale Accetamtenti  MENO somme non riscosse.

Nella ripartizione,  per individuare la somma da destinare a favore dell’ente proprietario, si opererà nel seguente moto
Totale Accertamenti velocità
PIÙ somme provenienti dagli esercizi precedenti
MENO spese sostenute

 

 

 

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