Sono il console onorario, annullatemi la multa! MA MI FACCIA IL PIACERE

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Sono il console onorario, annullatemi la multa!

Avrebbe risposto Totò: MA MI FACCIA IL PIACERE

Qualche anno fa, con l’Associazione MARCOPOLO, sotto la guida del compianto Francesco Delvino, ebbi l’occasione di fare -insieme a numerosi colleghi- un importante stage formativo negli Stati Uniti d’America. In quell’occasione, nello Stato dell’ARKANSAS, senza particolari meriti, tutti noi ricevemmo una bella pergamena. Nessuno si illuse di essere stato nominato Ambasciatore o Console onorario; avevamo abbastanza cultura e buon senso da sapere che le relazioni diplomatiche internazionali non si affidano a giovani comandanti di Polizia Municipale; questo sapevamo, senza nemmeno aver contezza del complesso meccanismo delle relazioni diplomatiche.

Più di recente, un amico, mi ha mostrato un ricorso al prefetto, presentato da un “sedicente” console onorario dell’Ossezia del sud.

 

Sono andato, per curiosità a cercare tale nazione su internet, atteso che ne sconoscevo l’esistenza.

In proposito, riferisce “Treccani”: “Ossèzia del Sud. – Territorio caucasico appartenente alla Georgia autoproclamatosi repubblica indipendente nel 1991. Confinante con la Russia, l’Ossezia del Sud ha potuto beneficiare dell’appoggio economico e politico di quest’ultima che ne ha sostenuto le aspirazioni indipendentiste in funzione antigeorgiana. Tra il 7 e l’8 agosto 2008 le tensioni latenti tra Russia e Georgia, già sfociate in aperto conflitto nel 1991-93, degeneravano nella seconda guerra dell’Ossezia del Sud: Tskhinvali, capitale della piccola repubblica ribelle, veniva bombardata dalla Georgia provocando un intervento massiccio dell’esercito russo che in pochi giorni sconfiggeva le forze georgiane e occupava l’Ossezia del Sud e l’Abcasia, altra repubblica appartenente alla Georgia autoproclamatasi indipendente nel 1991 (per il conflitto e le sue conseguenze v. anche Abcasia). Tra il 2011 e il 2012 l’attenzione della comunità internazionale tornava a concentrarsi sulle vicende ossete e sul ruolo avuto dalla Russia in occasione delle elezioni presidenziali in Ossezia del Sud nel novembre 2011, elezioni non riconosciute dall’UE e dalla comunità internazionale. Queste facevano registrare la sconfitta del candidato vicino a Mosca e la vittoria con circa il 59% dei voti dell’ex ministro dell’Istruzione Alla Zhioeva, contraria all’ingerenza della Russia e protagonista di un’accesa campagna contro la cattiva gestione e la corruzione del presidente uscente filo-russo Eduard Kokoity. I risultati venivano però annullati dalla Corte suprema per presunti brogli e irregolarità commessi da Zhioeva. Dopo aver accettato la decisione della Corte, nel febbraio 2012 Zhioeva ritornava sui suoi passi e decideva di inaugurare comunque il suo mandato presidenziale, ma il giorno prima dell’insediamento veniva ricoverata in circostanze sospette (picchiata dalla polizia, secondo i suoi sostenitori, vittima di un malore durante un alterco con la polizia che intendeva arrestarla, secondo le forze dell’ordine). Nuove elezioni a doppio turno nel marzo-aprile 2012 facevano registrare il successo del candidato Leonid Tibilov, vicino a Mosca”.

Andando ancora ad approfondire, si recupera un comunicato del nostro ministero degli esteri:

Si è venuti a conoscenza dell’imminente apertura di un sedicente ufficio di rappresentanza della cd. “Repubblica dell’Ossezia del Sud” a Roma. Al riguardo, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ribadisce la propria consolidata posizione, condivisa dall’Unione Europea e dalla quasi totalità dei Paesi membri delle Nazioni Unite, di non riconoscimento dell’indipendenza e della sovranità dell’Ossezia del Sud. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale conferma il pieno sostegno all’integrità territoriale della Georgia, del cui territorio l’Ossezia del Sud è parte, ed agli sforzi negoziali nel quadro dei “Colloqui di Ginevra” per un consolidamento del dialogo fra Georgia e regioni separatiste. Quanto al sedicente ufficio di rappresentanza ed al suo eventuale titolare, esso non gode di alcun riconoscimento, né tantomeno di status diplomatico”.

Orbene, se questo è il contesto di riferimento, a cosa serve essere console onorario dell’Ossezia del sud, in Italia?

Ad altro non saprei, ma di sicuro (per quello che ho visto io e mi scuso con il console se non ho visto altro) al tentativo di farsi pecorecciamente annullare sanzioni stradali da ingenui comandi di Polizia Locale, impressionati da carta intestata e evocazioni improprie dell’articolo 4 della L.689/1981.

A me la faccenda fa tanto ridere…. Ai cultori del diritto penale… forse innesteranno l’evocazione di qualche ipotesi di reato per questi tentativi che, da comici, possono diventare grotteschi.

 

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