Interessante sentenza, quella resa dal TAR PIEMONTE N° 172 del 30 gennaio 2015, in quanto raccoglie, in parole sintetiche, il complesso tema della giurisdizione sulle sanzioni amministrative pecuniarie in materia edilizia.

Il Collegio Torinese, dà conto della esistenza di tre distinti orientamenti, a provare come ancora non possa dirsi totalmente pacificata la questione.

Il Collegio afferma che:

“In ordine alla giurisdizione sulle sanzioni adottate in materia urbanistica ed edilizia si è formato un contrasto di giurisprudenza.

Secondo un orientamento rientrano nella giurisdizione esclusiva del GA, ai sensi dell’art. 133 comma 1 lett. f), sia i provvedimenti con i quali vengono comminate le sanzioni a carattere ripristinatorio previste dalle norme urbanistiche ed edilizie, sia quelle a carattere meramente pecuniario previste dalle norme medesime, e ciò per la ragione che si tratterebbe comunque di sanzioni strumentali all’esercizio della vigilanza sul territorio. Le sanzioni pecuniarie alternative a quelle aventii carattere ripristinatorio sarebbero soggette, parimenti, alla giurisdizione del Giudice Amministrativo.

Altro orientamento, valorizzando l’eccezionalità della giurisdizione del Giudice Amministrativo sui diritti, propende per la sussistenza della giurisdizione del Giudice Ordinario in ordine alle sanzioni di natura pecuniaria, a prescindere dalla funzione da esse svolta in concreto, per la ragione che si tratterebbe comunque di provvedimenti incidenti sul diritto alla integrità del patrimonio dell’interessato.

Un terzo orientamento (intermedio), ritiene sussistere la giurisdizione del Giudice Amministrativo in ordine alle sanzioni pecuniarie adottate in materia urbanistica ed edilizia, ma solo quando tali sanzioni abbiano funzione ripristinatoria, risarcitoria o comunque quando si tratti di sanzioni la cui determinazione sia ancorata al valore di opere, che spetti all’organo accertatore monetizzare. A tali sanzioni risultano infatti inapplicabili i principi di cui alla legge n. 689/81, che devolve al Giudice Ordinario il contenzioso sulle sanzioni amministrative pecuniarie, per tali dovendosi intendere, appunto, solo le sanzioni con funzione essenzialmente punitiva. In tali casi, inoltre, la determinazione della “sanzione”, lungi dall’essere ancorata a dei minimi e massimi edittali, presenta stretti collegamenti con l’uso ed il governo del territorio, comportando, a seconda dei casi, una valutazione inerente la necessità del ripristino e/o una valorizzazione in termini economicidell’ambiente danneggiato dal manufatto ovvero delle opere eseguite, richiedendosi pertanto, in capo all’organo accertatore, delle valutazioni che vanno al di là di un mero giudizio di colpevolezza”.

Pino Napolitano

P.A.sSiamo

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