Opposizione alla “cartella” e termini diversi a seconda del vizio.

La Suprema Corte continua a fornire importanti precisazioni in materia di differenza tra i giudizi di opposizione all’esecuzione ed i giudizi recuperatori; ciò in quanto, a seconda del tipo di vizio che si intende far valere, corrono termini e preclusioni differenti.

Così, recentemente, la Cassazione civile, Sezione II, con Ordinanza del 04-09-2019, n. 22094 ha rimarcato che: può quindi, a corredo del superiore principio posto dalle S.U. con la richiamata decisione n. 22080/2017, affermarsi il seguente ulteriore principio di diritto: “Qualora il ricorrente, con l’opposizione cd. recuperatoria al verbale di contestazione dell’infrazione al Codice della Strada proponga anche censure relative alla cartella esattoria o comunque concernenti fatti verificatisi successivamente al predetto verbale, le stesse – pur potendo essere in concreto formulate con un unico atto di opposizione – soggiacciono tuttavia ai termini previsti dagli artt. 615 e 617 c.p.c.. Di conseguenza, i vizi afferenti il procedimento di notificazione della cartella di pagamento possono essere esaminati soltanto a condizione che il ricorso sia stato proposto nel termine di 20 giorni dalla notificazione della cartella medesima, mentre l’eccezione di prescrizione della pretesa sanzionatoria può essere fatta valere senza termine, in quanto trattasi di censura inquadrabile nell’ambito dell’art. 615 c.p.c.”.

Chi difende le Amministrazioni deve ricordarselo questo tema; si vince e si perde più per il rito che per il merito.

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Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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