È tradizione, nel mondo giuridico, dedicare sessioni di studio alla memoria di chi ha saputo lasciare, con la propria competenza e la propria umanità, un segno nella soluzione di questioni complesse che hanno riguardato intere categorie professionali. È quindi del tutto normale che, a poco meno di un anno di distanza dal momento in cui lasciato questa vita, venisse dedicata una sessione alla sua memoria, nel luogo e nel momento che annualmente segnano l’unità delle Polizie Locali italiane. Le Giornate di Polizia Locale e Sicurezza Urbana, giunte quest’anno alla loro quarantacinquesima edizione, intestano a Michele Pezzullo la sessione di studio, dedicata- non a caso – alla delega per la riforma della polizia locale e alla legislazione regionale di polizia amministrativa, a un quarto di secolo dalla riforma del Titolo V della Costituzione. Quanto si sarebbe divertito Michele nell’intervenire su questa tematica. Avrebbe sferzato, con la sua ironica sapienza, il ventre molle del Parlamento, senza risparmiare la parte malconcia della categoria. Non avrebbe potuto rinunciare al suo senso di equità e giustizia nemmeno in omaggio al suo spirito di appartenenza; avrebbe fatto come sempre, dicendo:“Pane al Pane e Vino al Vino”. Ci piace immaginare che, a un certo punto, non sarebbe riuscito a trattenersi: avrebbe chiesto la parola con quella schiettezza che non concedeva sconti a nessuno, avrebbe fatto arrossire qualcuno – di quell’imbarazzo salutare che solo la verità detta senza infingimenti sa provocare – e un attimo dopo avrebbe strappato a tutti un sorriso, lasciando cadere, con la consueta noncuranza, una delle sue verità. 3Michele Pezzullo non si è limitato ad applicare, con rigore, la materia amministrativa affidata alla sua responsabilità: l’ha studiata, l’ha scritta, l’ha insegnata, in centinaia di pareri, commenti e risposte a quesiti pubblicati negli anni, dal commento sistematico agli articoli 68 e 69 del T.U.L.P.S, costruito con il metodo del giurista che non si ferma alla lettera della norma ma la ripercorre nella prassi ministeriale e nella giurisprudenza di legittimità, fino alle risposte, sempre puntuali, che offriva agli operatori del commercio e della pubblica amministrazione da ogni angolo della Nazione. Il suo contributo più duraturo resta quello dato alla stesura del Testo Unico del Commercio della Regione Campania, di cui scrisse di suo pugno le norme sulla somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, colmando un vuoto che la Regione si trascinava, senza rimedio, dalla legge statale del 1991. Per lui, la regolamentazione di dettaglio della legislazione regionale e della regolamentazione locale non è mai stata un esercizio tecnico: era la materia in cui la sua intera vita professionale trovava senso compiuto. Chi scrive ha avuto il privilegio di conoscerlo per oltre un ventennio, come amico prima ancora che come collega di studi e di associazione; un’amicizia fatta anche degli scherzi che lui solo permetteva e ricambiava di gusto. Presidente emerito della nostra P.A.sSiamo, ne è stato per anni un pilastro instancabile, mettendo la propria competenza al servizio di chiunque gliela chiedesse, senza mai risparmiarsi. Questa prima sessione di studi porta il suo nome con la fierezza, e insieme la responsabilità, di chi sa di non poter colmare un vuoto, ma soltanto di custodirne la memoria nel solo modo che a lui sarebbe davvero piaciuto: continuando, con il suo stesso rigore e la sua stessa passione, il lavoro che egli non ha mai smesso di fare. A Michele Pezzullo, alla sua forza, alla sua generosità, alla sua integrità di uomo prima ancora che di Comandante, va la gratitudine di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e il compito, oggi, di non lasciarne disperdere l’insegnamento. Accompagniamo questo ricordo con un numero unico e speciale di “Diritto in Comune”. Abbiamo scelto solo alcuni dei suoi contributi di studio. Molti di quelli che avranno voglia di leggerli potranno riconoscersi in chi ha presentato il quesito o in chi lo aveva letto, appena sfornato, qualche anno fa. Altri dedicheranno tempo solo ad osservare le foto. Tutti conserveremo la rivista, perché noi P.A.sSiamo dalla malinconia della mancanza alla solidità del ricordo, grazie al sorriso che Michele ancora ci dedica attraverso queste pagine. Buon viaggio, Comandante.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
Carlo Abagnale, Giuseppe Capuano, Giuseppe Corfeo, Giuseppe Napolitano, Vincenzo Smaldone, Francesco Tolino




