Cass., Sez. Un., u.p. 17 luglio 2014,  

Le sez. Unite della Suprema Corte in  esito all’udienza pubblica del 17 luglio 2014, hanno affrontato  la questione sulla la condotta di sottrazione di merce dai banchi vendita di un supermercato, avvenuta sotto il costante controllo del personale di vigilanza, sia qualificabile come furto consumato o tentato, allorché l’autore sia fermato dopo il superamento delle casse, senza aver pagato la merce prelevata».

La conclusione è stata quella di qualificare come “furto tentato” il caso prospettato attenendosi alle conformi conclusioni inviate dal procuratore generale.

La  Suprema Corte  a sezioni unite cerca di mettere fine a due distinti orientamenti giurisprudenziali:  il primo  orientamento  ritiene  che il momento della consumazione de l reato è “ il momento della sottrazione ed occultamento della merce” Cass. pen., sez. II, sent. 5 febbraio 2013. mentre contro un altro orientamento tiene distinto il momento della sottrazione dal momento della scoperta della sottrazione se questa fase avviene all’interno dei locali ove persiste il servizio di controllo, ritenendo, in questo caso che il bene è  ancora all’interno della sfera di controllo dell’offeso.

Ovviamente si attendono le motivazioni della sentenza per capire su quali presupposti giuridici si siano basati gli ermellini per arrivare finalmente a un indirizzo preciso ed incontrovertibile su cui adesso dovranno attenersi  i giudici di merito e che aveva creato non poche visioni diametralmente opposte tra le varie Sezioni della stessa Suprema Corte di legittimità che per tale motivo avevano rimesso la questione a una pronuncia univoca delle Sezioni Unite.

Angelo di Perna

P.A.sSiamo

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