Il confine mobile -che sussiste da anni, a causa della definizione di “sicurezza urbana” – corrente tra polizia amministrativa locale e pubblica sicurezza, ormai sta perdendo ogni traccia di riconoscibilità.

In realtà siamo al cospetto di un impossessamento da parte dei detentori della gestione della pubblica sicurezza, delle tematiche che da sempre sono state care ai regolamenti locali di polizia amministrativa (anticamente denominati “urbana e rurale”), finalizzati a strutturare le regole del “buon vivere” in maniera educata, in determinati contesti spaziali.

Le cause di questo impossessamento possono essere analizzate sotto almeno due diversi punti di vista: il punto di vista mediatico/politico ed il punto di vista giuridico.

Quanto al “punto di vista mediatico/politico”, si deve annotare che l’attuale Ministro dell’Interno ha inteso mettere a segno un altro punto a suo vantaggio (con la sua recente direttiva del 17 aprile 2019 avente ad oggetto: “Ordinanze e provvedimenti antidegrado e contro le illegalità. Indirizzi operativi), sorpassando a destra il ruolo dei Sindaci e dei Comuni e “mettendo a disposizione della protezione del bene “vivibilità e decoro”, la Polizia di Stato, onde colmare le incapacità di Comuni e Polizie Municipali su questo terreno (dal punto di vista mediatico è tardiva e recessiva la reazione dell’ANCI alla direttiva).

Quanto al “punto di vista giuridico” si deve prendere atto del fatto che nel “ torbido mischione concettuale” che consegue alle definizioni(cfr. D.L. 14/2017) di “politiche integrate per la sicurezza- sicurezza urbana- decoro –degrado- vivibilità-polizia amministrativa”, ciascun attore istituzionale può ricavare il proprio spazio operativo per rivendicare la legittimazione normativa alla spendita di provvedimenti.

Così, in questo “ torbido mischione concettuale”, anche il Prefetto, resuscitando il proprio potere di ordinanza declinato dall’articolo 2 del TUPLS ( “Il Prefetto, nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica. Contro i provvedimenti del Prefetto chi vi ha interesse può presentare ricorso al Ministro per l’Interno”), si adopera per intervenire su fenomeni secondari (rispetto alla pubblica sicurezza) di mera protezione del decoro.

Avendo letto l’ordinanza del Prefetto di Firenze prot. 52287 del 9 aprile 2019, ci si accorge del fatto che –non diversamente dalle ordinanze dei sindaci sul tema- essa è priva di contenuti sostanziali, istituendo un –non meglio declinato- “divieto di stazionare” in determinate strade, ai “soggetti che ne impediscono l’accessibilità e la fruizione con comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione di tali strade”. Viene poi precisato che: “sarà considerato responsabile di tali comportamenti chiunque sia stato denunciato dalle Forze di Polizia per il compimento, nel Comune di Firenze, di attività illegali in materia di stupefacenti…, per reati contro la persona… per danneggiamento… o per aver esercitato il commercio abusivo”. Queste persone andranno allontanate dalle aree indicate in ordinanze e, del caso, deferite all’Autorità Giudiziaria.

Orbene se quando a scrivere simili “comandi e divieti” si cimentano i sindaci, non è da escludere che i “mass media” si cimentino nel celebrare la corale “presa per il culo” nei confronti di questo coraggioso e maldestro primo cittadino e del dirigente o funzionario che ha stilato l’atto.

Al contrario, quando condotte illecite così mal configurate fluiscono dalla penna del rappresentante del Governo nella Regione, la cosa più plateale che possa conseguire è che sia il Ministro stesso a dare copertura all’iniziativa, con propria direttiva, uno con il pauso generale e diffuso verso l’iniziativa.

Speriamo di sbagliarci per la cura del decoro delle città che è cosa che ci piace, ma temiamo che i risultati di queste manovre si misureranno sul campo…. Per ora il risultato mediatico è stato colto. Se –in un futuro prossimo o remoto che sia- ci si accorgerà della totale inutilità di simili ordini, speriamo che non si torni a dire che la colpa è dei sindaci e della polizia municipale: ora la sostituzione funzionale c’è stata; compete alla Polizia di Stato ed ai Prefetti giocare ad esfiltrare dalle belle piazze cittadine, le persone brutte.

Ordinanza prefetto firenze art 2 TULPS

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Informazioni sull'autore

Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.

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