Ancora una conferma sull’ “accertamento complesso delle sanzioni amministrative”.

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Ancora una conferma sull’ “accertamento complesso delle sanzioni amministrative”.

Anche Corte d’Appello Milano Sez. lavoro, Sent., 16-11-2021 si adegua ai principi espressi da Consiglio di Stato e Corte di Cassazione, in tema di “accertamento complesso”.

“In relazione all’eccepita violazione ex art. 14 L. n. 689 del 1981, per costante giurisprudenza, in tema di sanzioni amministrative, qualora non sia avvenuta la contestazione immediata della violazione, l’attività di accertamento dell’illecito, in relazione alla quale collocare il “dies a quo” del termine per la notifica degli estremi della violazione ex art. 14, L. n. 689 del 1981, non può coincidere con il momento in cui viene acquisito il fatto nella sua materialità, ma deve essere intesa come comprensiva del tempo necessario alla valutazione dei dati acquisiti e afferenti gli elementi (oggettivi e soggettivi) dell’infrazione e, quindi, della fase finale di deliberazione correlata alla complessità, nella fattispecie, delle indagini tese a riscontrare la sussistenza dell’infrazione medesima e ad acquisire piena conoscenza della condotta illecita sì da valutarne la consistenza agli effetti della corretta formulazione della contestazione (vedi, ex plurimis, Cass., 21.01.2015, n. 1043). Ne consegue, pertanto, che il suddetto termine (perentorio e, come tale, inderogabile ed improrogabile) decorre non già da quando la P.A. sia venuta a conoscenza dei fatti ascritti al trasgressore ma dal diverso e successivo termine in cui abbia acquisito tutti gli elementi oggettivi e soggettivi necessari per valutare la sussistenza di una condotta sanzionabile”.

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