AGE MANAGEMENT O REVERSE MENTORING?

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L’emanando contratto delle Funzioni Centrali, ha lanciato come obiettivo innovativo “l’age management” inteso come coinvolgimento attivo ed inclusivo di tutte le generazioni presenti nelle Pubblica Amministrazione.

Molto semplicemente, ci si preoccupa della trasmissione del sapere, delle procedure e delle buone pratiche, dai senior dell’Amministrazione, ai neoassunti, creando un clima di proficua collaborazione nell’interesse del buon andamento dell’attività.

La complessità delle procedure, la numerosità dei procedimenti, la farraginosità delle norme anche regolamentari, deve portare alla creazione di protocolli operativi unitari e semplificati; e per far questo, più di age management dovrebbe parlarsi di reverse mentoring.

Essenzialmente, i saperi ed i carichi di lavoro sopportati dal Dirigente o Funzionario prossimo alla quiescenza, devono si essere trasferiti ai giovani dipendenti subentranti, ma a questi ultimi, spetterà uno sforzo soprattutto tecnologico, per rendere dette attività più spedite, semplificate ed al passo con i tempi.

Alle giovani generazioni, va riconosciuto senza ombra di dubbio, una maggiore e migliore preparazione tecnica sulla conoscenza e sull’uso delle moderne tecnologie; questo potrà aiutare ad ottenere un risultato eccellente sotto il profilo sia della forma quanto della sostanza.

La finanziaria in discussione in Parlamento, tra le tante misure, prevede la possibilità del mantenimento in servizio del personale oltre i 67 anni di età, per attività di tutoraggio, affiancamento o altre “funzioni essenziali altrimenti non gestibili”; quest’ultima parte rappresenta il fallimento organizzativo di tante Amministrazioni, che con proprie azioni e regolamenti, nel tempo avrebbero dovuto garantire rotazione e fungibilità nei ruoli.

Dobbiamo essere aperti alle innovazioni ma non dobbiamo essere gelosi delle personali prerogative riconoscendo che i ruoli ricoperti non di proprietà dei temporanei titolari ma che tutti lavorano per il bene pubblico.

                                           

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1 commento

  1. Direi che il sistema è molto efficace ed innovativi. Siamo di fronte ad un cambiamento generazionale. L’idea di un graduale trasferimento dei saperi dalle tecnostrutture di vertice oggi in servizio credo sia vincente. La tesi del dottor Cito mi sembra saggia e sposa in pieno lo spirito della legge.

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