Alla fine, pare che i mercanti di strumenti tecnologici finalizzati all’accertamento automatico di violazioni stradali, siano riusciti a sfondare il fronte della resistenza governativa (durata almeno un paio d’anni, a guardare le bozze delle varie leggi di Stabilità) sul piano della omologazione di nuovi strumenti automatici finalizzati all’accertamento di alcune particolari violazioni stradali.

In fondo, potremmo considerare la notizia come del tutto positiva se si riflette sul fatto che, da almeno un anno a questa parte, con legittimità dubbia, sono molti quei Comandi di P.M. che si sono avventurati nel sanzionare le violazioni all’articolo 80, mediante questi apparecchi che, sebbene tecnicamente molto validi ed affidabili, non erano (ed ancora non sono e non lo saranno fino a che, cambiata la Legge, non si completino le procedure di omologazione) confortati dalla possibilità di dare luogo ad un accertamento che possa essere non accompagnata da contestazione immediata.

Pare che (il condizionale è d’obbligo) che nell’ultimo testo approvato delle Legge di Stabilità, figuri un comma 338 bis che così recita:  “All’articolo 201, comma 1-bis, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, la lettera g-bis) è sostituita dalla seguente: « g-bis) accertamento delle violazioni di cui agli articoli 80, 141, 143, commi 11 e 12, 146, 167, 170, 171, 193, 213 e 214, per mezzo di appositi dispositivi o appa- recchiature di rilevamento; ».

Andando a confrontare il testo vigente con il testo futuro (ovvero quello che conseguirà alla approvazione definitiva, pare nei prossimi giorni, della Legge di Stabilità) emerge che anche per le sanzioni di cui agli articolo 80, 167 e 190 sarà possibile omologare strumenti idonei ad accertare la violazione senza necessità di contestazione immediata.

Invero, più che di una scelta legislativa orientata ad un concreto indirizzo politico volto a migliorare la sicurezza stradale, pare che si tratti di una “pezza a colore”, rispetto ad un fenomeno di accertamento automatico già dilagato che -oggi come oggi- mette in imbarazzo avventurosi imprenditori e superficiali operatori di polizia che devono sforzarsi di giustificare la legittimità di sanzioni rilevate con strumenti automatici senza che ci sia una specifica omologazione, atteso, peraltro, che -come più volte ribadito dal MIT- omologazioni per strumenti che accertavano le violazioni in materia di artt. 80, 167 e 193, nemmeno potevano essere concesse, visto che la norma non le prevedeva.

La Legge di stabilità contiene, come al solito, anche altre novità per la circolazione stradale.

Tuttavia, ancor prima di commentarle o valutarle attenderemo che il suo testo si stabilizzi.

Per adesso l’occasione è propizia per osservare come il Codice della strada che si dovrebbe riscrivere nel suo insieme, viene modificato a “pizzichi e bocconi” per la soddisfazione di interessi che vanno in direzioni diverse, anche quelle della sicurezza stradale, ma di più quella dell’interesse dell’imprenditoria delle sanzioni, coltivata sul versante pubblico, con soddisfazione dell’imprenditoria privata.

Condividi.

Informazioni sull'autore

Pino Napolitano

Avvocato, dirigente comunale, Dottore di ricerca e specializzato in Diritto Amministrativo.