Circolazione dopo il ritiro della patente

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I giudici della sesta sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 7704 del 19 marzo 2019 hanno affermato che la circolazione dopo il ritiro della patente ai fini della sospensione configura la violazione dell’articolo 218 del codice della strada, anche prima dell’adozione dell’ordinanza prefettizia.

IL CASO

Un autotrasportatore ed il proprietario del veicolo proponevano opposizione dinanzi al Giudice di Pace di Arezzo avverso il verbale di accertamento elevato dalla Polstrada di Perugia in ordine alla violazione di circolazione dopo il ritiro della patente ai fini della sospensione oltre che avverso il conseguente verbale di fermo amministrativo, rigettava il relativo ricorso. Il giudice di prime cure rigettava l’opposizione ed analogo provvedimento veniva assunto dal Tribunale. Anche avverso questa decisione i soccombenti propongono ricorso per cassazione.

LA DECISIONE

Gli Ermellini dichiarano l’infondatezza dell’appello sulla scorta della condivisione di precedenti ‘orientamenti secondo cui, in tema di violazioni del codice della strada, la sanzione amministrativa prevista per la circolazione dopo il ritiro della patente si applica non solo nei casi in cui la circolazione abusiva si verifichi successivamente all’adozione formale del provvedimento del Prefetto di sospensione della patente, ma anche quando la circolazione medesima si realizzi nel periodo di ritiro della patente da parte degli agenti accertatori, preordinato alla irrogazione della sua sospensione e di cui, perciò, anticipa l’efficacia e di cui, perciò, persegue la stessa funzione, oltre che, naturalmente, quando la suddetta circolazione illecita si verifichi successivamente al momento dell’adozione formale del provvedimento di sospensione della patente. La Corte  è pervenuta al predetto risultato ermeneutico valorizzando la ratio del precetto normativo e la finalità tutelata dal legislatore pur in presenza di un dato formale riferito alla circolazione abusiva “durante il periodo di sospensione della patente”, che, si noti, non pone specifico riferimento alla necessità dell’adozione preventiva di un provvedimento formale prefettizio che disponga la misura sospensiva. E’ stato evidenziato come la guida successiva al materiale ritiro della patente per guida, ancorché precedente l’adozione formale del provvedimento di sospensione da parte dell’autorità amministrativa al quale è funzionalmente ed inscindibilmente collegato, configura la violazione effettivamente contestata nel caso de quo. Invero, diversamente dalla sanzione accessoria  del ritiro della patente da applicarsi nei casi indicati dal codice della strada, che accede ad una sanzione principale, il ritiro del documento abilitativo alla guida per la violazione in esame non è, come correttamente sottolineato dal giudice di appello. propriamente catalogabile come sanzione accessoria ma attiene ad una fase procedimentale propedeutica e direttamente funzionale all’applicazione della sospensione della patente di guida che, invece, è propriamente definibile come sanzione accessoria.

Corte di Cassazione Civile sezione VI, sentenza n. 7704 del 19 marzo 2019

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