Chiacchiere e tabbacchere e lignamm! Contro tutti. Accolta la domanda cautelare di sospensione avverso l’Ordinanza n. 2/2021 della Regione Campania.

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Questa volta, nell’eterna lotta tra la Regione Campania e i genitori degli studenti, il Tar Campania ha assegnato un punto a favore di questi ultimi.

Con Decreto n. 142 del 20 gennaio 2021, la V sez. del Tar Campania Napoli, nell’accogliere la domanda cautelare dei ricorrenti, ha sospeso le Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale Campania n. 1 e 2 del 2021 e imposto la riapertura delle classi della scuola elementare, che sono allo stato già aperte sia pure per un numero più limitato di studenti e che non richiedono misure ulteriori ai fini della riapertura totale. Quanto alle scuole medie, essendo invece necessarie attività propedeutiche alla materiale riapertura, di competenza dei singoli Dirigenti scolastici, l’accoglimento deve intendersi nel senso che non possa essere reiterata analoga ordinanza disponente ulteriore sospensione delle attività didattiche in presenza oltre il 24 gennaio 2021, e che incomba agli organi regionali impartire ogni disposizione necessaria o opportuna per consentire la riapertura delle scuole medie entro il 25 gennaio 2021, fatte salve le competenze dei Sindaci e del Dirigenti scolastici.

Fin qui il dispositivo. Piuttosto è interessante dare conto, sia pure brevemente, delle motivazioni.

Prima di tutto il Collegio osserva che non è dato rinvenire alcun elemento sopravvenuto (rispetto alla regolamentazione contenuta nel D.P.C.M. 16 gennaio 2021) tale da radicare, nella materia de qua, un potere extra ordinem regionale, tale non potendosi qualificare, per quanto sopra detto, l’acquisizione di dati non significativamente diversi da quelli posti a base del D.P.C.M. e non modificativi delle condizioni generali del territorio regionale ai fini dell’apprestamento di misure diverse da quelle individuate a livello centrale.

L’istruttoria svolta ha poi consentito di verificare ulteriori profili di criticità nel potere esercitato. Non si è dato conto, neppure nel contesto giurisdizionale che ne occupa, di un’attività di rilevazione sul territorio che desse conto dell’effettiva utilità della misura restrittiva, incidente sul diritto all’istruzione, sul contenimento del contagio, che ha, nonostante le disposte sospensioni della frequenza scolastica (anche per effetto della chiusura natalizia), continuato a diffondersi; i dati acquisiti, anche quelli “aggiornati”, dimostrano invece che il contagio si sviluppa anche quando le scuole sono chiuse (appunto, durante le vacanze natalizie); il che fa sorgere il legittimo dubbio sull’effettiva idoneità della misura restrittiva dell’attività scolastica in presenza ai fini della riduzione del contagio, in assoluto ma anche ove si sposti l’attenzione sul piano della relazione costi/benefici, che è parte integrante del sindacato sulle ordinanze contingibili e urgenti; è quantomeno dubbio, quindi, che si tratti di misura “idonea” all’auspicato contenimento e men che meno di misura “significativamente idonea” a tale scopo, anche tenuto conto delle misure di prevenzione comunque apprestate nell’esercizio delle attività scolastiche e di cui la regione ha dato conto (tracciamento, isolamento del caso positivo, dispositivi di protezione); tanto più che occorrerebbe dimostrare che si tratti di misura anche indispensabile, escluse tutte le altre ipotizzabili, a tale scopo; e che si tratti di misura “proporzionata”, ossia oggettivamente limitata a quanto strettamente necessario a fronteggiare il pericolo, il che è da escludersi in ragione della operata generalizzazione della misura restrittiva in tutto l’ambito regionale, e ciò nonostante la notoria differenziazione dei territori, metropolitani, urbani e rurali, che, anche sotto il profilo della pressione demografica, compongono il territorio di pertinenza; e, infine, che si tratti di misura temporalmente limitata, il che, considerata la saldatura con le precedenti disposte sospensioni, che rimontano a diversi mesi or sono, rende non più ragionevole la imposta restrizione.

In conclusione, la gravità del pregiudizio lamentato dipende dall’effetto perpetuativo della misura sospensiva, senza indicazione di data certa di ripresa delle attività scolastiche in presenza.

Le misure di supporto, pur previste a livello di tavolo tecnico, per quanto limitate, a quanto sembra, alla sola Area Metropolitana di Napoli, non risulta siano state finora poste in essere. Tuttavia, posta la scarsa incidenza delle problematiche relative al trasporto pubblico per gli alunni delle scuole elementari e medie, non vi è motivo alcuno di perpetuare la sospensione per tali classi, non essendo la sospensione ulteriormente giustificata ed incidendo la stessa sulla piena fruizione del servizio scolastico nella ordinaria modalità in presenza, che garantisce anche il pieno sviluppo della personalità dei minori, nel senso che “la persistente durata della sospensione della modalità in presenza per gli alunni più piccoli avrebbe determinato la irragionevole compromissione del diritto all’istruzione”.

     Nel frattempo le puntate precedenti: Chiacchiere e tabbacchere e lignamm! –  Chiacchiere e tabbacchere e lignamm! Aggiornamenti  – Chiacchiere e tabbacchere e lignamm! Forever. Rigettata la domanda cautelare di sospensione avverso l’Ordinanza n. 89 della Regione Campania.Chiacchiere e tabbacchere e lignamm! Forever and ever. Rigettata la domanda cautelare di sospensione avverso l’Ordinanza n. 90 della Regione Campania.

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