Interessante decisione in materia di abuso d’ufficio

Cass. pen., sez. VI, 25/08/2014, n. 36125.

I giudici della Sez. VI della Cassazione Penale hanno ribadito il concetto secondo cui sussiste il reato di abuso d’ufficio ex art. 323 c.p. anche quando sia presente il requisito della violazione di legge riferito non solo quando la condotta del pubblico ufficiale sia svolta in contrasto con le norme che regolano l’esercizio del potere, ma anche quando la stessa risulti orientata alla sola realizzazione di un interesse collidente con quello per il quale il potere è attribuito, realizzandosi in tale ipotesi il vizio dello sviamento di potere, che integra la violazione di legge poiché lo stesso non viene esercitato secondo lo schema normativo che ne legittima l’attribuzione.

 Di qui il concetto di “doppia ingiustizia” necessario per la sussistenza del reato. In altri termini va verificato sel’evento di vantaggio o di danno sia ingiusto in sé e non soltanto come riflesso della violazione di norme da parte del pubblico ufficiale.

La decisione in esame afferma, inoltre che “secondo l’orientamento giurisprudenziale nettamente prevalente, per la sussistenza del reato di cui all’art. 323 cod. pen., è necessario verificare se l’evento di vantaggio o di danno sia ingiusto in sè e non soltanto come riflesso della violazione di norme da parte del pubblico ufficiale. Gli elementi della illegittimità della condotta e dell’ingiustizia del danno sono dunque distinti e il giudice penale deve verificare, volta per volta, la sussistenza di entrambi compiendo una valutazione di ingiustizia distinta e autonoma rispetto a quella che, attraverso l’abusività, coinvolge il mezzo impiegato”.

Si legge, infine, che ”ne deriva che vanno espunti dall’area dell’illecito penale i comportamenti abusivi finalizzati a procurare un vantaggio o un danno conforme al diritto. Il vantaggio e il danno sono infatti ingiusti allorchè non spettino in base al diritto oggettivo. Ad escludere l’ingiustizia non è dunque sufficiente che il destinatario della condotta abusiva sia titolare di una posizione giuridica astrattamente tutelabile ma occorre che questa sia tale in concreto, avuto cioè riguardo alle condizioni normativamente previste, anche per l’ipotesi di concorso con la posizione di altri titolari di diritti analoghi”

Da ciò consegue che il vantaggio patrimoniale o il danno può ritenersi ingiusto nel momento in cui esso non sia dovuto, ovvero che l’ingiustizia dell’evento rappresenti la nota di disvalore che differenzia ciò che è penalmente rilevante dall’eventuale mero illecito amministrativo.

Michele Orlando

P.A.sSiamo

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